Beni confiscati, bando Pnrr: rispondono all’appello i comuni di Ribera, Favara, Canicattì e Santo Stefano Quisquina

Sono diversi i sindaci del’Agrigentino che si stanno attivando per partecipare al bando Pnrr per la valorizzazione dei beni confiscati alla mafia e il loro riutilizzo a fini sociali o istituzionali. Si potranno creare nuove opportunità di lavoro attraverso la gestione e la riconversione di terreni, case, ville, alberghi sottratti a boss, gregari e imprenditori in odor di mafia. In tutto, i beni già destinati ai comuni ma ancora in gran parte inutilizzati, sono 397. A chiedere ai sindaci di partecipare al bando pubblicato dall’Agenzia per la coesione territoriale, ricordando la scadenza del 24 gennaio, sono stati nei giorni scorsi i segretari provinciali di Cgil e Fillea Alfonso Buscemi e Francesco Cosca.

L’amministrazione comunale di Favara si è già messa al lavoro. “L’accesso alle risorse del Pnrr, dei bandi per il recupero dei beni confiscati e quelli per la rigenerazione urbana sono i primi obiettivi di un gruppo di lavoro aperto a tutti coloro che vogliono dare il loro contributo per recuperare il gap di progettazione e organizzativo che da troppo tempo mortifica la nostra collettività”, ha dichiarato il sindaco Antonio Palumbo a margine della prima riunione operativa. “Tutti insieme – ha aggiunto – per far sì che il Comune non perda più le opportunità rappresentate dai bandi pubblici”. Gli immobili già destinati al comune di Favara sono 13: un’abitazione indipendente e 12 terreni di cui uno con fabbricato rurale. Per altri beni confiscati l’amministrazione comunale ha manifestato proprio nei giorni scorsi all’Agenzia l’interesse ad acquisirli.

Qualcosa si muove anche a Ribera, dove già da qualche anno, in territorio di Monte Sara, sono stati assegnati  alla cooperativa “Libera Armonia” dei terreni in cui si producono grano e uva da cui nascono pasta e vino biologici. “Ho fatto una direttiva all’ufficio tecnico – ha detto il sindaco Matteo Ruvolo – perché si attivi per la partecipazione a questo bando che scade il 24 prossimo”. Nella città delle arance gli immobili già destinati al comune sono 15: un appartamento in condominio, un garage e 13 terreni di cui due con fabbricato rurale.

Una mozione è stata approvata all’unanimità dal consiglio comunale di Canicattì che impegna la giunta guidata dal sindaco Vincenzo Corbo a partecipare al bando. Nella città dell’Uva Italia, dove diversi terreni sono stati assegnati da tempo alla cooperativa “Libera Terra – Rosario Livatino”, gli immobili destinati al comune sono 59: un’abitazione indipendente, un albergo, 18 appartamenti in condominio, 4 garage, un fabbricato industriale, 4 magazzini, 1 negozio, 29 terreni di cui uno con fabbricato rurale. “Si sta verificando la fattibilità” a Santo Stefano Quisquina, dove in un terreno confiscato è stato già realizzato un centro comunale di raccolta, ha fatto sapere il sindaco Francesco Cacciatore. Ancora non sa se parteciperà il comune di Agrigento, ma il sindaco Francesco Miccichè non esclude questa ipotesi.

Intanto, l’Agenzia nazionale dei beni sequestrati e confiscati ha fatto sapere di avere attivato sul proprio sito “strumenti a supporto dell’azione dei Comuni” e anche “un bando-tipo completo della relativa modulistica”. Le risorse stanziate ammontano complessivamente a 250 milioni di euro. Sono previsti criteri premiali, in particolare, per la valorizzazione con finalità di Centro antiviolenza per donne e bambini, case rifugio, asili nido o micronidi.