Rosario Palermo è un uomo “angosciato e delirante”. Così il gip nelle 39 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare, definisce il presunto assassino della figliastra Agata Scuto, la 22enne scomparsa da Acireale, nel catanese, il 4 giugno del 2012. Per il 62enne si ipotizzano ora i reati di omicidio volontario e occultamento di cadavere. Gli inquirenti, dopo avere piazzato una microspia nella sua auto per intercettarlo, hanno anche sentito l’uomo parlare da solo ipotizzando nella sua mente un colloquio con gli investigatori che hanno trovato il corpo della ragazza: “Abbiamo trovato la ragazza… morta! L’abbiamo trovata! La ragazza! L’abbiamo trovata morta nelle campagne di Pachino, morta strangolata, è morta strangolata e bruciata”. L’uomo, dopo la notifica del provvedimento da parte dei carabinieri della compagnia di Acireale, è stato condotto nel carcere di Noto, nel siracusano. L’interrogatorio di garanzia, davanti al Gip, si terrà giovedì prossimo. Palermo si è sempre dichiarato innocente. (Adnkronos)
