«Sono entrato nella camera di albergo con il passepartout e ho trovato la donna in una pozza di sangue, distesa per terra con il volto sul pavimento. Abbiamo deciso di entrare perché la cameriera e un ospite avevano sentito un forte trambusto». Il processo è quello a carico del quarantasettenne Giovanni Curaba, accusato di lesioni
personali pluriaggravate per avere brutalmente picchiato, sostiene l’accusa, la compagna all’interno di una camera di albergo. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, un fattorino della struttura, rispondendo anche al giudice Giuseppe Miceli e al difensore dell’imputato, l’avvocato Fabio Inglima Modica, ha ricordato i soccorsi, scattati dopo la segnalazione di un maresciallo della Guardia di finanza. che alloggiava nella struttura. La donna aveva la mandibola fratturata, il timpano rotto, ecchimosi sugli occhi e sulle orecchie, traumi al torace e alla gamba nonché due denti rotti e una costola fratturata. La compagna di Curaba, fuggito dopo il fatto, non ha mai sporto denuncia ma il reato è perseguibile di ufficio. La donna fu trasportata di urgenza all’ospedale Civico di Palermo che abbandonò prima di venire sottoposta a un delicato intervento chirurgico prescritto dai medici. Si torna in aula il 13 aprile.
