La Procura di Sciacca ha chiuso le indagini che nell’estate scorsa hanno portato all’operazione antidroga Drive In a Ribera con epicentro il quartiere di via Tevere dove le telecamere hanno mostrato uno spaccio di droga molto intenso ad opera di tunisini. Come riporta il Giornale di Sicilia in edicola, sono dodici gli indagati, uno ha già patteggiato e per altri cinque il gip del Tribunale di Sciacca, Alberto Davico, si pronuncerà oggi sulle richieste di patteggiamento. Ha patteggiato Kaid Sillimi, di 21 anni, la pena (sospesa) di un anno e 2 mesi con il riconoscimento del fatto dilieve entità. Oggi sarà la volta di Mohammed Ghazel, di 29 anni (un anno e 11 mesi); Aimed Majub, di 29 (10 mesi); Yosri Essid, di 25 (un anno). I quattro sono difesi dall’avvocato Giuseppe Tramuta. Patteggiamento che verrà deciso oggi anche per Salem Mechri, di 29 anni (4 mesi) assistito dall’avvocato Giovanni Forte, e Haj Lofti, di 24 anni (un anno e 6 mesi) assistito dall’avvocato Domenico Polizzi. Per tutti con pena sospesa. Per altri due patteggiamenti deve essere fissata l’udienza. Ci sono altri quattro indagati, due di questi irreperibili. Molti degli indagati l’estate scorsa sono finiti in carcere nell’ambito di quest’operazione e poi il Tribunale del Riesame ha disposto a loro carico il divieto di dimora a Ribera. Complessivamente, sono stati dodici i nordafricani per i quali era stata emessa misura cautelare al termine delle indagini condotte dai carabinieri della tenenza di Ribera di Ribera.
Cocaina, marijuana e hashish, secondo quanto emerso dalle indagini, sarebbe stata spacciata a Ribera in diverse occasioni anche durante il periodo di maggiori restrizioni per il Covid 19. Due mesi di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Sciacca hanno portato i carabinieri ad eseguire l’ordinanza, disarticolando una vera e propria piazza di spaccio di stupefacenti che sarebbe stata attivata da un gruppo di tunisini che si sarebbero impadroniti dell’intero quartiere ormai disabitato di via Tevere, adibendolo a propria base operativa e logistica. Il viavai di acquirenti non è sfuggito ai carabinieri di Ribera che a partire dal mese di marzo hanno eseguito u n’intensa attività d’indagine. Il lavoro dei militari ha permesso di identificare i presunti spacciatori, definendo il ruolo di ciascuno. Sono stati documentati 170 episodi di spaccio di sostanze stupefacenti. Nel corso dell’indagine sequestrati circa 20 grammi di cocaina, 50 di hashish e 50 di marijuana oltre alla somma complessiva di circa 2000 euro ritenuta il provento dell’attività di spaccio, mentre circa 30 persone sono state segnalate alla Prefettura quali assuntori di stupefacente. Il monitoraggio video ha consentito di documentare «il profondo stato di degrado e illegalità diffusa in cui versava l’intero quartiere». Servizi dei carabinieri che hanno permesso anche di documentare «l’ac -quisto di droga da parte di giovanissimi», come sottolineato dal tenente colonnello Roberto Vergato, comandante della compagnia dei carabinieri di Sciacca, durante la conferenza stampa al comando provinciale di Agrigento. È questo uno degli aspetti più preoccupanti della vicenda, di questo flusso di droga che arriva dal Palermitano e che trova una rete articolata di spaccio a Ribera. L’organizzazione emersa in quest’indagine è tutta tunisina, ma il capitano Fabio Proietti, a capo della tenenza di Ribera, non ha mancato di sottolineare che c’è anche una collaborazione riberese.

