Sono 6 le città siciliane che aderiscono oggi alla grande mobilitazione indetta dalla Coldiretti regionale siciliana. Manifestazioni ad Agrigento, Ragusa, Palermo, Enna, Ragusa, Palermo, Caltanissetta e Trapani. Partecipano alla protesta anche numerosi sindaci dell’isola. In tutte le piazze vengono offerte le eccellenze del territorio che saranno anche portate ai prefetti, durante gli incontri che si svolgeranno in mattinata. Una lettera appello al presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedere interventi immediati per l’agroalimentare Made in Italy e difendere l’economia, il lavoro ed il territorio, contro speculazioni e rincari. A scriverla sono il presidente della Coldiretti Ettore Prandini e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, in occasione della grande mobilitazione con decine di migliaia di allevatori ed agricoltori che, con trattori e animali, hanno lasciato le campagne per scendere in piazza da Nord a Sud d’Italia e gridare “la propria intenzione di non volersi fermare, nonostante siano sempre più strozzati dalle speculazioni”.
“La difficile situazione congiunturale determinata dal significativo aumento del costo dell’energia e dal parallelo aumento dei mangimi e dei concimi – si legge nella missiva -, sta facendo venir meno una soglia di ‘soddisfazione’ per l’andamento delle imprese che stava risalendo e mettendo radici a partire dagli anni difficili che hanno fatto seguito alla grande crisi, prima finanziaria poi economica, del 2009. Una soglia di soddisfazione che nel giro di pochi mesi è crollata dal 38% al 20%. Al di la` di questo vissuto, a preoccuparci, tuttavia, sono soprattutto l’oscurita` e l’incertezza per il futuro, con oltre 1 impresa su 5 (21%) che si dichiara incerta circa la situazione economica della propria impresa nei prossimi 12 mesi. Coldiretti e i suoi associati nel corso della loro storia, hanno sempre saputo che la ‘stabilità’ costituisce il più prezioso dei terreni per garantire sviluppo e benessere. Il suo Governo rappresenta in questo momento, l’unica chiave di possibile stabilità per il paese anche grazie all’impegno e ai progetti del Pnrr, che offrono prospettive all’Italia. Ci rivolgiamo quindi a lei, nella consapevolezza che lei possa creare le condizioni per uscire da un’impasse, determinata dai rincari energetici e dall’affaticamento dell’apparato burocratico ministeriale. Per dare respiro al mondo agricolo e restituire ad esso traiettorie di speranza e di futuro le risorse ci sono e non sono mai state così elevate”.
