Cattolica Eraclea, Giuffrida: ”Francesco Renda figura di riferimento fondamentale dal dopoguerra ai giorni nostri”

“Francesco Renda fu una figura di riferimento fondamentale per i giovani che alla fine degli anni ’60 si avvicinavano alla politica nel nostro paese e non solo. Una personalità che merita di essere ricordata e celebrata e i cui insegnamenti sono da trasmettere alle giovani generazioni, soprattutto nel paese dove è nato, è cresciuto e si è formato. L’importanza dello studio e della partecipazione politica per il riscatto delle classi più deboli e per il miglioramento della società, senza mai piegarsi a soprusi e condizionamenti mafiosi. E’ questo, secondo me, il principale insegnamento del professore Renda”. Così il consigliere comunale di Cattolica Eraclea Giuseppe Giuffrida ricorda Francesco Renda a 100 anni dalla nascita, ai microfoni di comunicalo.it.

Francesco Renda è stato protagonista e testimone di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali del dopoguerra siciliano. Nella sua “Auotobiografia politica”, pubblicata da Sellerio, un racconto appassionato e una riflessione civile, la sua autobiografia è una pagina di storia della Sicilia. «Avanti negli anni, mi accingo a scrivere la mia autobiografia politica. Da storico ho sempre parlato e scritto della storia siciliana del secolo scorso e di quelli precedenti. Adesso mi sta a cuore soffermarmi sul mio passato politico, come parte della storia siciliana della seconda metà del secolo scorso. Con parenti ed amici ho parlato spesso di quel mio passato che ben sintetizza lo spirito che si visse in Sicilia negli anni in cui la riscossa contadina sgretolava il millenario latifondo e il relativo potere baronale. Nello scrivere la mia biografia politica ho cercato il senso della mia vita: nato e cresciuto nel mondo contadino, sono poi divenuto testimone partecipe e dirigente della sua riscossa». Francesco Renda, dal 1943 ai nostri giorni, attraverso il «secolo colmo di male ma anche di bene», si legge sul sito della Sellerio, è stato un protagonista di tutti i grandi avvenimenti politici e sociali che hanno fatto della Sicilia il laboratorio decisivo dell’Italia. Un protagonista e anche un testimone, nel senso che alla volontà e alla passione dell’azione ha accompagnato sempre – grazie alla sua formazione di studioso e di storico – la ragione e la consapevolezza dell’osservazione, fra l’altro sovente diviso personalmente tra il senso di responsabilità di partecipare e il distacco critico di appartarsi per capire. In bilico tra la politica e la scienza storica, oggetto e soggetto contemporaneamente: una complessità che dota di un taglio singolare questa biografia. Racconto di fatti decisivi filtrati e resi drammatici dal vissuto personale, ma insieme resoconto dei pensieri che di quei fatti rappresentavano la lucida coscienza, l’ordine razionale.