20 Giugno 2024
Agrigento e ProvinciaCronaca

”Abusi sessuali su bimba” a Montallegro, procura chiede processo per settantenne

L’adescamento con piccole regalie, i palpeggiamenti e i baci «rubati». Dieci mesi dopo l’arresto, un settantenne di Montallegro rischia di finire a processo con l’accusa di atti sessuali con minorenni. Come riporta il Giornale di Sicilia oggi in edicola, la Procura ha, infatti, chiesto il suo rinvio a giudizio. «Mi ha invitato ad andare nel garage di casa sua per vedere alcuni giochi, poi mi ha regalato della caramelle e dei bracciali e mi ha
dato 5 euro. A quel punto mi ha improvvisamente palpeggiato e baciato, sono scappata dentro casa dove c’era sua moglie. Dopo pranzo, purtroppo, l’episodio si è ripetuto». Questo il racconto schock fatto in aula dalla presunta vittima. La piccola ha confermato le accuse in occasione dell’incidente
probatorio che si è celebrato nei mesi scorsi davanti al gip Micaela Raimondo. La ragazzina e la sorella hanno confermato le accuse, messe a verbale con i carabinieri, in quella che, a tutti gli effetti, è u n’anticipazione del processo: la prova, infatti, sarà pienamente utilizzabile. Le due minorenni avevano risposto al pm Emiliana Busto, al difensore dell’indagato, l’avvocato Giuseppe Lo Gioco, e agli stessi legali che rappresentano le «persone offese», ovvero la presunta vittima e i genitori, gli avvocati Fabio Inglima Modica e Floriana Salamone.
Dal loro racconto è arrivata una sostanziale conferma delle accuse. Il settantenne, secondo la versione fornita dalla bimba che poi si è confidata con la madre, il 6 marzo dell’anno scorso avrebbe palpeggiato e baciato la bambina, figlia di un’amica di famiglia, in una circostanza in cui l’aveva n o
invitata a pranzo. Gli abusi sarebbero avvenuti a più riprese. La moglie dell’indagato avrebbe assistito ad una delle scene senza avere
avuto, comunque, alcun ruolo. Nell’ambito dello stesso incidente probatorio la psicologa Daniela Pulci aveva descritto le condizioni mentali della presunta vittima. «La ragazzina – aveva scritto nella perizia – mostra elementi di natura ansiosa nella narrazione del fatto oggetto di indagine. Tale
segnale di evidente disagio può attribuirsi a un segnale di abuso percepito». La Procura ha, quindi, tirato le somme di quanto raccolto nella fase istruttoria e la vicenda approderà presto in aula per il processo. Nelle scorse settimane il pubblico ministero Giulia Sbocchia ha disposto la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari e adesso è stato chiesto il rinvio a giudizio. L ’udienza preliminare è stata fissata per il primo aprile davanti al giudice Stefano Zammuto. I termini di custodia cautelare, fissati in un anno, scadranno a maggio. Entro quella data, quindi, ci sarà la decisione del gup sulla richiesta di rinvio a giudizio o l’ammissione ad un eventuale rito alternativo come l’abbreviato o il patteggiamento.