Forza Italia spaccata in Sicilia prima delle elezioni regionali e amministrative

Il voto per le amministrative in Sicilia, e quello per le regionali anche se mancano sette mesi alle urne, sta provocando un terremoto in Forza Italia. Nel mirino dei ‘dissidenti’, anzi degli ‘ortodossi’ come preferiscono definirsi, c’e’ la gestione di Gianfranco Micciche’: la sua iperattivita’ nella ricerca della quadra per le alleanze a Palermo e quell’idea mai tramontata di un ‘modello Draghi’ made in Sicily coinvolgendo il Pd, e’ malsopportata dall’ala conservatrice del partito. Nella fronda si annovera un po’ di tutto: i sostenitori del Musumeci bis, i contrari a qualunque ipotesi che non includa FdI e chi teme di dovere faticare piu’ del previsto in campagna elettorale. Lo strappo emerso con le diserzioni delle recenti riunioni volute da Micciche’ – l’ultima quella con Licia Ronzulli a Palermo – s’e’ consumato stamani: sette deputati (sui 13 che compongono il gruppo parlamentare all’Assemblea siciliana) si sono auto-convocati e hanno eletto un nuovo capogruppo, Mario Caputo. Una mossa che Micciche’ aveva definito ieri sera “imbarazzante” e che non e’ proprio andata a buon fine, almeno per ora. Subito dopo il ‘golpe’, Tommaso Calderone, il capogruppo fedele a Micciche’, ha contestato ai deputati l’illegittimita’ dell’auto-convocazione: “Si puo’ fare richiesta di convocazione al capogruppo, cosa che non e’ avvenuta e non auto-convocarsi: comunque presto convochero’ i deputati, intanto hanno fatto una figura barbina”, sbotta Calderone. Forte anche della decisione assunta dalla Presidenza del’Ars che non ha ‘ratificato’ il cambio alla guida di Fi e ha invitato il gruppo a fare chiarezza.

“Per questa presidenza il capogruppo rimane Tommaso Calderone”, ha chiosato il vicario Roberto Di Mauro (autonomisti), citando il regolamento parlamentare e una sentenza della Consulta. Disinnescato, al momento, il blitz, Micciche’ non e’ rimasto a guardare: a ruota due parlamentari molto legati a lui, Edy Tamajo e Nicola D’Agostino del gruppo ‘Sicilia Futura-Iv’ coi quali da mesi ha un accordo elettorale, hanno chiesto di potere aderire a Forza Italia: col loro ingresso il coordinatore azzurro avrebbe di nuovo la maggioranza dei parlamentari. E mentre Micciche’ faceva la spola tra la buvette e le retrovie dell’aula parlamentare, nel pomeriggio proprio con la regia di Calderone e con la sponda di Pd e M5s, un insolito asse bipartisan ha costretto il governo a ingoiare un boccone amaro: il blocco prima del voto delle nomine nelle Asp e in tutte le societa’ e gli enti regionali. A prevederlo e’ un emendamento approvato dall’Ars nonostante il tentativo dei fedelissimi di Musumeci di evitare il voto facendo leva sul regolamento dell’Ars (la norma non e’ passata dalla commissione di merito ed e’ stata agganciata a un ddl di altra materia) e sul dubbio di incostituzionalita’. “Ma il bello deve ancora arrivare”, sogghignano dalle opposizioni. La prossima settimana la Presidenza dell’Ars potrebbe azzerare le commissioni parlamentari: Micciche’ darebbe cosi’ il benservito a tre dei sette ‘ortodossi’ che al momento guidano le commissioni Bilancio, Affari istituzionali e Sanita’. (ANSA)