“Mondo nuovo”: è questo il titolo del nuovo libro di Giovanna Miceli Jeffries, docente universitaria e scrittrice originaria di Ribera emigrata negli Usa. Le storie che intessono questo romanzo autobiografico esplorano ed elaborano l’esperienza migratoria della seconda metà del secolo scorso, dalla prospettiva adolescenziale e di donna, che si rapporta a una migrazione non scelta ma subita. L’esperienza pre-migratoria è il laboratorio in cui la narratrice bambina e poi adolescente sperimenta gli effetti dell’emigrazione nella propria casa e nella comunità e ne percepisce e subisce la precarietà, la perdita, la paura e la vergogna. Sono storie autentiche d’innocenza spezzata, di crescita, di presa di coscienza e di tenacia: il percorso del faticoso e costoso American Dream che evolve caparbiamente in un ibrido Italian Dream, costruito con sogni italiani, il lavoro in fabbrica, gli studi e la carriera accademica in America.
A firmare la prefazione del libro è il professor Alfonso Campisi, che scrive: “In questo libro l’esperienza premigratoria è fondante e costitutiva del ‘dopo’, è il laboratorio in cui la narratrice bambina e poi adolescente sperimenta gli effetti collaterali dell’emigrazione nella propria casa e nella propria comunità e ne percepisce e subisce la precarietà, perdita, paura e vergogna”. Il nuovo libro, “Mondo nuovo”, l’autrice lo dedica alla mamma: “A mia madre, che nonostante tutto, osava recitarsi: ‘Bonu tempu e malu tempu nun dura tuttu u tempu’”.
Giovanna Miceli Jeffries, è nata a Ribera, a 18 anni è emigrata con la famiglia in Canada e in seguito negli Stati Uniti d’America. Professoressa emerita presso la University of Wisconsin, autrice di libri e di numerosi saggi critici sulla letteratura italiana contemporanea, ha tradotto in inglese il romanzo Casalinghitudine di Clara Sereni. Ha esordito nella narrativa con la raccolta Bitter Trades. A Memoir (2018); è stata finalista al secondo posto del Premio Letterario Nazionale Clara Sereni 2020, con la raccolta La cura.
