“Ma se anche ci fosse stato il depistaggio, lo avrebbero lasciato fare a noi, a due pesci piccoli?”. Cosi’ Fabrizio Mattei, 64 anni, e Michele Ribaudo, di 66, due dei tre poliziotti oggi in pensione (il terzo e’ il funzionario Mario Bo) imputati nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio che si e’ svolto davanti al tribunale di Caltanissetta. Il 12 luglio scorso per Bo e Mattei, caduta l’aggravante di avere favorito la mafia, e’ scattata la prescrizione; Ribaudo e’ stato invece assolto nel merito. In un’intervista al Giornale di Sicilia i due imputati si difendono dall’accusa di avere pilotato il falso pentito Vincenzo Scarantino. “I figli del dottor Borsellino – dice Mattei – hanno ragione. Pero’ noi non abbiamo depistato niente”. Ribaudo, che e’ stato pienamente scagionato, spiega: “Secondo i giudici per me il fatto non costituisce reato. Io ero terminalista, facevo ricerche al computer ma, come il collega, andai la’, da Scarantino, nella residenza di San Bartolomeo a Mare. Abbiamo fatto le stesse cose”. Mattei, per il quale e’ scattata la prescrizione, osserva: “So bene che mi lascia una macchia, finche’ non ci sara’ l’assoluzione piena. Ma io non ho depistato proprio niente”. (AGI)
