Il fermo dei due senegalesi, accusati d’essere gli scafisti del barchino dove dopo 3 giorni di navigazione è divampato l’incendio che ha ucciso, a causa delle ustioni due bambini, è stato convalidato dal gip del tribunale di Agrigento Stefano Zammuto. Le vittime – identificate da Squadra Mobile e Procura di Agrigento – sono Alina, nata il 5 dicembre del 2021, e Mael di due anni. Per individuare i due scafisti è stato fondamentale – come ha ricostruito la Procura di Agrigento, guidata dal facente funzioni Salvatore Vella, – l’aiuto di due interpreti messi a disposizione del ministero dell’Interno che hanno permesso di acquisire le dichiarazioni dei migranti, originari di Ghana e Costa d’Avorio, che erano sul barchino. “Durante la navigazione, le pessime condizioni del motore e l’imperizia dei due scafisti – scrive la Procura – hanno portato alla morte di diversi migranti: almeno una donna (che è finita in mare e che è stata considerata dispersa), e dei due piccoli”. La notte del 21 ottobre il motore fuoribordo del barchino – questa la dinamica ricostruita dalla Procura – s’è fermato e uno dei due scafisti nel tentativo di farlo ripartire ha provocato delle scintille che accidentalmente innescavano un incendio a causa della benzina che si trovava a bordo del natante, carburante versato dai serbatoi ausiliari di fortuna alla tanica del motore, che prendeva fuoco causando l’esplosione delle taniche ancora piene e quindi l’incendio. Il fuoco è stato domato – conclude la Procura – con grandi difficoltà dai migranti rimasti a bordo che hanno utilizzato l’acqua del mare. (ANSA)

