“Il mondo dell’olio Evo si sta rivelando sempre più attraente e non solo in termini di consumo ma anche in chiave turistica” ma “il limite allo sviluppo dell’offerta turistica è rappresentato dall’eccessiva frammentazione”. E’ quanto viene sostenuto nell’ultimo numero della newsletter sul turismo enogastronomico di Roberta Garibaldi. Nell’analisi, che affronta il settore e il periodo di raccolta delle olive, è sostenuto che l’Italia, rispetto alla Spagna, principale competitor del Paese, “ha quasi il doppio delle aziende ma la produzione è meno di un terzo. E questo gap pesa sulla propensione all’investimento”. La nota della newsletter sottolinea che oggi” le strutture impegnate nell’olivicoltura si stanno gradualmente aprendo alle esperienze turistiche con l’organizzazione di corsi di degustazione focalizzati sul prodotto da singoli cultivar, creano le Spa dove l’olio extravergine di oliva diventa la base dei trattamenti, coinvolgono il visitatore nella raccolta e nelle prime fasi di trasformazione dalle olive all’olio fino ad arrivare alla vendita di piccoli lotti personalizzati per il cliente finale, dove in etichetta appare il proprio nome e cognome oltre naturalmente ai riferimenti dell’azienda produttrice”. Viene riportato che i dati sul settore olivicolo del Rapporto 2022 sul turismo enogastronomico italiano, curato da Roberta Garibaldi e realizzato sotto l’egida dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, registrano per l’Italia il maggior numero di aziende con produzione di olive a livello europeo (646.326 al 2016), una biodiversità estremamente ricca (testimoniata della presenza di 540 cultivar) e un alto numero di certificazioni (49, di cui 43 Dop e 6 Igp). Inoltre l’Italia ha la più alta incidenza tra i Paesi considerati di superfici olivate biologiche (17,8% del totale). Viene rilevato che nonostante la buona situazione produttiva siamo però il secondo produttore europeo e non il primo perché la Spagna, nostro principale competitor, ha il primato mondiale con oltre 7 milioni di tonnellate di olive raccolte al 2016 contro poco più di due milioni in Italia. (ANSA)

