Serve una politica di sostegno alla natalita’ e alla conciliazione tra famiglia e lavoro. “Immagino un esonero contributivo per le donne dopo il parto”. E’ la proposta del presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, in occasione dell’incontro “Conoscere il Paese per costruire il futuro”, organizzato con l’Universita’ della Calabria per la presentazione del rapporto annuale dell’Istituto. Il rapporto ha evidenziato un contesto caratterizzato da lavoro povero, redditi bassi, precarieta’ e tante pensioni sotto i 12 mila euro l’anno. La percentuale di lavoratori sotto la soglia di nove euro lordi l’ora e’ del 28 per cento, ovvero oltre 4,3 milioni di persone, e quasi un lavoratore su tre guadagna meno di mille euro al mese, considerando anche i part-time. Tridico ha sottolineato la necessita’ di “conciliare natalita’ e incentivi per la riassunzione”. Le politiche sulla decontribuzione, secondo il presidente dell’Inps, “vanno calibrate bene. Il Paese ha un costo del lavoro piu’ alto della media rispetto agli altri Paesi Ue. Nel 2021 l’istituto ha riconosciuto esoneri contributivi per circa 24 miliardi di euro”. Tridico ha precisato come la decontribuzione debba intervenire sulla riduzione del costo del lavoro piuttosto che sulla creazione di occupazione e che bisogna riformare il sistema di politiche attive, piuttosto che il Reddito di cittadinanza. “Il reinserimento nel mercato del lavoro non funziona”, ha avvertito.
Maria De Paola della Direzione centrale Studi e ricerche Inps ha affermato che se si vuole invertire il calo demografico, “bisogna dare supporto alle famiglie con politiche che rendano l’occupazione piu’ stabile e i salari piu’ alti”. De Paola ha sottolineato la necessita’ di “favorire la natalita’ in Italia. Se sommiamo le perdite di nascite avvenute dopo le due guerre, il numero e’ inferiore al calo registrato dagli anni Settanta in poi”. L’Assegno unico universale “e’ stato uno strumento importante, soprattutto al Sud”. Inoltre, bisogna “cercare di raggiungere un equilibrio nella divisione dei carichi domestici”, ha aggiunto. La professoressa ha riportato, tra l’altro, un dato significativo sul Reddito di cittadinanza: solo il 30 per cento dei percettori ha un contributo nei tre anni precedenti di poche settimane lavorative. De Paola ha quindi sottolineato la necessita’ di “valutare l’aspetto relativo al lavoro” ma ricordando comunque che si tratta di una “politica di contrasto alla poverta’”. Inoltre, ha segnalato che la Decontribuzione Sud ha avuto un effetto positivo sull’occupazione ma non sui salari.
(Nova)

