Una serie di incontri con le associazioni di categoria e con i sindacati. E’ cosi’ che il Movimento cinque stelle si prepara alle barricate sulla Manovra. A cominciare dal reddito di cittadinanza, per cui e’ disposto a scendere in piazza. Dopo le dure critiche alla legge di Bilancio del leader Giuseppe Conte, anche il vicepresidente del M5s, Mario Turco, gia’ sottosegretario alla presidenza del Consiglio, non le manda a dire: il “governo Meloni ha annunciato di introdurre in legge di bilancio il taglio del cuneo fiscale del 3% per i lavoratori con redditi sotto i 20mila euro e del 2% per i lavoratori con redditi fino a 35 mila euro, ma forse sarebbe il caso di domandarsi in cosa si concretizzera’ questa mossa in termini di incrementi in busta paga nel 2023. Innanzitutto, con riferimento ai redditi fino a 35 mila euro la busta paga non cambiera’ nel 2023, poiche’ trattasi della proroga di una misura introdotta nel 2022 dal Governo Draghi. La novita’ riguarda, invece, i lavoratori dipendenti con redditi inferiori a 20mila euro, e basta fare dei semplici calcoli per capire quanto “guadagneranno”, spiega.
“Chi guadagna mille euro al mese, quindi 13mila euro su 13 mensilita‘ – sottolinea Turco – attualmente versa il 7,19% di contributi (gia’ con il taglio del 2% introdotto da Draghi). Aumentando lo sgravio al 3% si arriva al 6,19% di contributi. Quindi, chi oggi versa mensilmente 71,90 euro di contributi, dal 2023 versera’, 61,90 euro. Il che vuol dire che lo stipendio mensile aumentera’ di soli 10 euro. Per chi guadagna 1.300 euro al mese, quindi 16.900 euro annui, i contributi passeranno nel 2023 da 93,47 euro a 80,47 euro, per un aumento in busta paga mensile di ben 13 euro. Infine, chi guadagna 1.500 euro al mese, che vuol dire 19.500 euro annui, quindi poco al di sotto della soglia massima di 20mila euro, passando dal 7,19% al 6,19% di contributi, non versera’ piu’ 107,85 euro, ma 92,85 euro. Il che vuol dire che l’aumento in busta paga sara’ esattamente di 15 euro al mese. Questi sono soltanto degli esempi pratici per comprendere quanto il taglio del cuneo fiscale millantato dal Governo, in verita’, finira’ per sortire benefici alquanto inesistenti, per non dire inutili, sul portafogli degli italiani. Come MoVimento 5 Stelle – dice ancora Turco – ci auguriamo che il Presidente del Consiglio torni sulla Terra e si renda conto che ci sono milioni di italiani letteralmente soffocati da inflazione e caro energia, con il conseguente rischio di debacle per tante pmi, a causa del calo dei consumi. Non e’ certo con dieci euro in piu’ in busta paga che possiamo realmente pensare di sostenere il tessuto economico e sociale del Paese”. (AGI)

