Si è aperta alla Fiera di Bergamo la XXXIX edizione dell’assemblea dell’ANCI. Fino a giovedì, amministratori locali da tutta Italia si ritroveranno per confrontarsi assieme a rappresentanti del governo sulle sfide che i comuni devono fronteggiare, soprattutto in uno scenario socio-economico complesso come quello attuale. Presenti tra gli altri il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro per gli Affari Regionali e l’autonomia Roberto Calderoli, il governatore della Lombardia Attilio Fontana e il presidente nazionale dell’ANCI Antonio Decaro. L’assemblea ha preso il via dopo le note dell’inno di Mameli e con un lungo applauso non solo per il capo dello Stato, ma anche alla memoria dell’ex ministro Roberto Maroni, scomparso oggi all’età di 67 anni. Filo conduttore dei vari interventi è stata la funzione vitale dei comuni e dei sindaci per la coesione del paese e il benessere dei cittadini. Proprio questo è stato un punto sottolineato in maniera particolare dal presidente di ANCI Lombardia, Mauro Guerra, affermando che il mestiere del sindaco è “un lavoro da riconoscere innanzitutto nel suo valore, e quindi da liberare da oneri e responsabilità irragionevoli e sproporzionate. Un lavoro da semplificare, da dotare di strumenti adeguati, da difendere contro il bizantinismo normativo ed amministrativo, contro l’indebolimento dell’autonomia”.
Un appello che non è rimasto inascoltato dal capo dello Stato. “La funzione dei Sindaci va tutelata e considero meritevole di ogni attenzione l’impegno che da tempo l’ANCI conduce per definire con più coerenza lo status giuridico degli amministratori e i confini delle loro responsabilità – ha dichiarato Mattarella – Sarebbe una sconfitta per la democrazia se si facesse strada l’idea che l’esercizio della funzione di Sindaco, oltre a essere faticoso, è così gravato da rischi da giungere quasi all’impraticabilità”. Il presidente poi ha apprezzato la scelta di Bergamo come città ospitante dell’assemblea dell’ANCI, soprattutto in memoria delle numerose vittime del Covid. “Celebrare qui l’assemblea dell’ANCI vuol dire consapevolezza delle lezioni derivanti dalla pandemia. Questa ha dimostrato che società e istituzioni possono vincere solo nella chiarezza di obiettivi e valori comuni – ha proseguito il Capo dello Stato – I Comuni sono stati fondamentali strumenti e raccordi in questa impresa che ha saputo innalzare la soglia della protezione sociale, accanto ai medici e agli altri operatori sanitari, alle donne e agli uomini impegnati nei servizi essenziali e nella sicurezza, ai volontari”.
Attenzione tutta rivolta alle difficoltà del momento nel discorso del presidente dell’ANCI Decaro. “Dalle prime informazioni che abbiamo sui contenuti della legge di bilancio, ci pare che qualche passo nella giusta direzione si stia facendo, però sappiamo che, per esempio, per i costi energetici sostenuti dai Comuni la tendenza in atto è di un aumento medio che si avvicina al 100% rispetto alla normalità e ci sono anche enti che accusano incrementi molto superiori”, ha spiegato Decaro, sottolineando che “per i bilanci del 2022, per noi sarebbero state necessarie ulteriori risorse straordinarie per circa 200-300 milioni a favore dei Comuni, attraverso il primo provvedimento utile”. Questi fondi sarebbero serviti ai comuni soprattutto per contrastare il rincaro dei prezzi delle materie prime e dell’energia. “Siamo consapevoli che esiste un problema generale di risorse disponibili ma noi non abbiamo mai chiesto trattamenti di favore: si tratta di evitare che le nostre città si spengano e che alcuni servizi essenziali vengano tagliati. E purtroppo il 2023 è un anno in cui stimiamo una riduzione di risorse che non potremo sostenere e che va assolutamente neutralizzata”, ha dichiarato il presidente ANCI.
“Non permetteremo che si riapra la stagione dei tagli agli enti locali, che tanti danni ha fatto all’Italia, e dalla quale ci stiamo appena riprendendo”. Dal presidente Decaro anche un passaggio sul tema dell’autonomia: “in termini generali, è chiaro secondo noi che l’obiettivo debba essere quello di migliorare il livello e la qualità dei servizi pubblici per tutti i cittadini italiani, nel tentativo di ridurre le distanze che ancora esistono tra varie zone del Paese. Noi siamo convinti, per prima cosa, che in un’eventuale riorganizzazione delle funzioni dobbiamo evitare di moltiplicare e sovrapporre gli uffici, gli incarichi, le competenze, i passaggi e le procedure burocratiche – ha precisato – In secondo luogo, metteremo in chiaro che nessun intervento di riforma potrà mai intaccare le funzioni fondamentali dei Comuni, delle Province e delle Città metropolitane come sono definite adesso dalla legge statale sulla base del dettato costituzionale”. Infine un appello all’esecutivo in nome di un confronto proficuo con i comuni. “Forti della fiducia dei nostri cittadini, noi chiediamo fiducia a questo Governo. Si fidi del nostro operato. Si fidi guardando ai dati, ai numeri, alle procedure di gare avviate e alle previsioni di spesa. Si fidi del fatto che stiamo facendo il nostro lavoro e lo stiamo facendo bene”, ha concluso Decaro. (ITALPRESS)
