“Mi impegnerò affinché anche in presenza della crescente denatalità, la dotazione organica dei docenti possa rimanere invariata nei prossimi anni”. Sentito dalle commissioni riunite di Camera e Senato, il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, a fronte dei dati e delle proiezioni circolate sui drammatici tassi di denatalità e il conseguente calo della popolazione scolastica, quantificato in 1,4 milioni di alunni e 600 istituti in meno in 10 anni, rassicura il mondo della scuola. E In serata aggiunge che non c’è alcuna volontà di chiudere plessi scolastici: semmai, efficientare la presenza della dirigenza, eliminando l’abuso della misura della “reggenza” e di dare poteri di pianificazione alle Regioni. Queste ultime, infatti, si vedranno attribuite un contingente di Istituzioni Scolastiche (ovvero un numero complessivo di dirigenti scolastici e Ddga) che ciascuna potrà organizzare autonomamente, senza i parametri legati al numero minino di alunni per Istituto 600/400. “Sul tema del dimensionamento scolastico le scelte del dicastero vanno nella doppia direzione di mitigare gli effetti delle normative precedenti e di osservare i vincoli dell’Europa in attuazione del Pnrr: non si può essere europeisti a corrente alternata, solo quando non costa alcuno sforzo”, dice il ministro, attaccando i sui predecessori Azzolina e Bianchi: “hanno illuso il mondo della scuola”. E aggiunge: “abbiamo salvato 90 posizioni rispettando i vincoli del Pnrr e ottenendo risparmi che rimarranno nella scuola”. In audizione Valditara ha annunciando al contempo che il suo governo modificherà il reclutamento dei docenti per apportare “migliorie” nel sistema concorsuale.
“Ritengo – ha detto – che l’attuale quadro normativo concorsuale necessiti di alcune migliorie, anche in relazione alla riduzione del precariato e ai percorsi transitori necessari al suo riassorbimento”. Quale sia l’esatta formula che ha in mente, Valditara ancora non l’ha specificato ma anche l’audizione di oggi è stata occasione per il ministro per ribadire la centralità del merito, non solo per quanto riguarda il percorso degli studenti ma anche quello del personale docente. Intanto sui precari, ha annunciato di lavorare a una fase transitoria: “L’obiettivo che mi prefiggo – ha spiegato – è preciso: realizzare un quadro transitorio e a regime in grado di garantire la qualità del profilo docente e di attrarre quanti vogliano affacciarsi alla professione docente al termine del percorso di studi”. Enunciando le sue linee programmatiche, Valditara è tornato anche sull’assetto futuro che vuole conferire alla scuola italiana: riforma su modello tedesco degli Its, rilancio dello sport, centralità alle materie Stem, obbligo formativo come diritto ma anche dovere senza percezione di Reddito.
Critiche le opposizioni: “Valditara dimostra di ignorare che la decadenza del sussidio nel caso in cui un minorenne non frequenti corsi di formazione e istruzione è già prevista”, afferma il capogruppo del M5S in commissione Istruzione al Senato Luca Pirondini. “Dopo l’audizione del ministro Valditara siamo ancora più preoccupati di quanto già non lo fossimo – afferma invece la capogruppo dem in VII commissione e responsabile Scuola del Pd, Irene Manzi – Lo show degli ultimi giorni non è servito solo a illustrare l’idea di una scuola in cui il merito è una parola vuota e dove si deve mortificare e umiliare lo studente che sbaglia, ma anche a coprire il vuoto di idee che abbiamo registrato oggi nel corso dell’intervento del ministro”. La Flc Cgil fa notare che il ministro ha detto alcune cose ma “nelle stesse ore la legge di bilancio prevede un intervento drastico di accorpamenti fra istituti che, con la scomparsa di oltre 700 unità scolastiche, produrrà istituzioni di grandi dimensioni, di certo non attente alle esigenze formative degli studenti”. (ANSA)
