“Nuovo codice degli appalti un favore alla mafia? Non lo sappiamo, ma è troppo permeabile alla corruzione”. Lo afferma il presidente provinciale di Ance Agrigento, Carmelo Salamone, sulla norma approvata dal Consiglio dei ministri sottolineando che da “alcuni anni continuiamo a denunciare in solitudine, e nel totale disinteresse della politica nazionale, come il nuovo sistema di norme connesso all’aggiudicazione dei lavori pubblici non agevoli la trasparenza e la libera concorrenza”. “Allora, come ora – aggiunge – siamo stati lasciati soli, pur se, purtroppo, i numerosi arresti di funzionari pubblici e amministratori infedeli ci davano ragione. Per questo stupisce la presa di posizione del deputato nazionale Pd Anthony Barbagallo, di cui non ricordiamo dichiarazioni su questa vicenda da segretario regionale del Partito democratico quando gli imprenditori contestavano le bozze del nuovo Codice al Governo Draghi. Allo stesso modo – osserva Salamone – troviamo fuori luogo, per non dire preoccupanti, le dichiarazioni fatte a Lampedusa dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il quale ha risposto ‘ma non scherziamo’ a chi poneva il dubbio che i nuovo Codice degli appalti fosse, appunto, ‘un favore alla mafia’. Crediamo che l’esponente del Governo Meloni stia prendendo sottogamba una vicenda che ha invece una ripercussione enorme non solo sull’economia dell’isola, ma anche sui tanti imprenditori onesti di questa terra”. (ANSA)

