Blitz alla Motorizzazione: è la sesta indagine a Palermo, la prima coinvolse anche 7 funzionari dell’ufficio di Agrigento

Dal 1996 ad oggi sono state sei le inchieste che hanno coinvolto la Motorizzazione di Palermo. Una indagine ogni quattro anni circa con al centro, sempre, un giro di tangenti in cambio di favori fatti da funzionari e dipendenti. Si parte con la cosiddetta “patentopoli” che coinvolse tra gli altri il direttore dell’ufficio di Palermo, Francesco Zanca, arrestato insieme a sette funzionari dell’ ufficio della motorizzazione di Agrigento e titolari di scuole guida per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, concussione e falsi in atti pubblici. Erano accusati di aver favorito, in cambio di soldi, candidati agli esami per la patente di guida. Poi è stata la volta delle revisioni facili. Un’ indagine della Polizia municipale di Palermo accertò una serie di reati commessi da impiegati della Motorizzazione accusati di aver falsificato documenti automobilistici e facilitato l’ iter di revisione delle automobili. Sempre in cambio di mazzette. La procura della Repubblica di Palermo emise 48 avvisi di garanzia con l’ ipotesi di accusa di corruzione e abuso d’ ufficio nei confronti di dipendenti dell’ufficio e di 44 persone tra autisti, commercianti, titolari di aziende di autotrasporto e di disbrigo di pratiche automobilistiche, impiegati e casalinghe che avrebbero fatto ricorso alle ”procedure agevolate”. Nel 2001 una nuova indagine che scoprì una organizzazione criminale che faceva ottenere illecitamente la patente a extracomunitari, cinesi in particolare. Tre gli arresti e avvisi di garanzia a sei funzionari della motorizzazione civile e a cinque titolari di scuola guida. Nel 2009 la polizia arrestò Antonino Nobile, funzionario della motorizzazione civile di Palermo e Pietro Catalano, titolare di una autoscuola per corruzione. Dopo una serie di accertamenti su pratiche amministrative risultate non regolari, di collaudi, revisioni e patenti. La Mobile riprese Nobile mentre intascava una mazzetta di 100 euro per il rilascio di un collaudo. Due anni dopo, sempre la Polizia tornò a bussare alla Motorizzazione. Cinquantuno le persone che, a vario titolo, furono accusate di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e falsità ideologica. Indagati alcuni funzionari pubblici della Motorizzazione Civile e titolari di autoscuole e di agenzie disbrigo pratiche di Palermo e della provincia. Oggi l’ultima puntata: la sesta. (ANSA)