Una manifestazione per chiedere il rilancio della sanità pubblica con adeguati investimenti e fermare la strisciante privatizzazione del servizio. A organizzarla, oggi ad Agrigento, è stato il Cartello sociale della provincia, composto da Cgil, Cisl, Uil e dall’Ufficio pastorale sociale del lavoro. All’appuntamento hanno partecipato anche sindaci e associazioni di categoria, oltre che di operatori della sanità e di cittadini. Al termine della manifestazione una delegazione incontrerà il prefetto.
Gli organizzatori puntano il dito contro un “servizio sanitario prossimo al collasso”, a causa di “un decennio di definanziamento, di chiusure di ospedali e reparti, di tagli indiscriminati al personale, ai posti letto, ai servizi”, e “condizioni di lavoro negli ospedali insostenibili che incentivano una fuga oramai inarrestabile del personale sanitario verso le strutture private”. “Le conseguenze dei vuoti di organico ricadono sui pazienti – dice ancora il Cartello sociale – costretti ad attese infinite per qualsiasi prestazione”. Da qui l’appello alla partecipazione per accendere i riflettori su un problema che riguarda tutti. Le richieste sono “l’aumento degli investimenti in sanità e l’eliminazione dell’anacronistico tetto di spesa per il personale che, fermo al 2004, impedisce le assunzioni”. E anche “un contratto collettivo nazionale che migliori radicalmente le condizioni di lavoro dei medici e dei dirigenti sanitari”. La trattativa per il rinnovo del Ccnl del triennio 2019-2021 è in corso e i sindacati giudicano “inaccettabili” le proposte che stanno emergendo: dai servizi e la pronta disponibilità da prestare in più presidi, spesso distanti decine di chilometri, ai direttori di reparto sostituiti da medici con una specializzazione diversa. “Non è così – sostengono gli organizzatori – che si rende il Servizio sanitario nazionale attrattivo per i giovani, e non è così che si frena la fuga dei medici dagli ospedali pubblici. Così proseguendo i cittadini saranno costretti a pagare per essere curati e assistiti e sorge il dubbio che il progetto sia proprio questo: far fallire la sanità pubblica ed incentivare quella privata”.
