Avviene nel pieno picco degli sbarchi la Conferenza internazionale internazionale sui migranti in programma domani alla Farnesina con numerosi leader dei Paesi del Mediterraneo, organizzata su iniziativa della premier Giorgia Meloni. Si parla di quasi 9mila arrivi concentrati negli ultimi sette giorni, oltre mille al giorno. E Lampedusa continua a ‘scoppiare’ nonostante l’imponente piano di trasferimenti messo in campo col ricorso a navi militari, aerei e traghetti di linea. Nel Centro dell’isola le presenze superano regolarmente le 3mila unità, a fronte di una capienza di 400 posti. Tra gli ospiti oggi anche ben mille minori. Al Viminale di cerca di gestire l’ondata puntando a rafforzare la capienze degli hotspot, a crearne di nuovi in Sicilia e Calabria e ad aumentare anche i centri di primissima accoglienza con il ricorso a tendopoli, come avverrà a Porto Empedocle (Agrigento). I numeri parlano chiaro.
Gli arrivi via mare quest’anno viaggiano verso quota 85mila, 50mila in più rispetto al 2022. Nel sistema di accoglienza le presenze sono salite a 126mila (erano 92mila lo scorso anno). E si propagano le polemiche di sindaci e governatori che si vedono giungere quote di migranti sui territori secondo le indicazioni impartite dal commissario all’emergenza, il prefetto Valerio Valenti. La richiesta al Governo è quella di una cabina di regia per decisioni condivise. Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, si è detto disponibile al confronto, che però ancora non è stato messo in calendario. Il ‘punto caldo’ è naturalmente Lampedusa, dove anche oggi si sono contati 12 sbarchi per complessive 480 persone. Sono salpate tutte da Sfax, in Tunisia, il Paese con il quale la Commissione europea ha appena firmato un accordo che prevede lo stanziamento di 105 milioni di euro proprio per frenare le partenze. Lo stesso Piantedosi ha contatti continui con il collega Kamel Fekir, ricevuto mercoledì scorso al Viminale.
Ma il flusso non si arresta, nonostante le motovedette tunisine abbiano riportato a terra quest’anno circa 40mila persone. E la più grande delle Pelagie sopporta l’impatto maggiore, in piena stagione turistica e tra le proteste dei pescatori, con la struttura di contrada Imbriacola strapiena. La vigilanza attorno all’hotspot è stata raddoppiata. Alcuni minori hanno tentato la fuga, ma sono stati subito ripresi. Traghetti, navi e aerei fanno continuamente la spola tra l’isola e la terraferma nel tentativo di riportare il centro a numeri gestibili, ma per i molti che lo lasciano, altrettanti sbarcano. La strada perseguita dal commissario Valenti è quella di reperire al più presto nuove aree temporanee in Sicilia e Calabria da dedicare alla primissima accoglienza di chi viene trasferito da Lampedusa. E si ricomincia a parlare di tendopoli. A Porto Empedocle sorgerà un nuovo hotspot tra ottobre e novembre, con moduli abitativi e tende che potrebbero accogliere un migliaio di persone. Intanto, servono però soluzioni immediate: tra luglio ed agosto si prevedono 50-60mila arrivi (nel mese in corso siamo già a quota 18mila). (ANSA)

