Il gip del tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, ha rigettato la richiesta di revoca, o sostituzione, della misura cautelare in carcere a carico del comandante del motopesca “Assyl Salah”, un tunisino trentottenne che, a fine luglio, assieme al suo equipaggio è stato fermato per pirateria – rubavano i motori dei natanti salpati da Sfax, ma anche soldi e telefoni cellulari – in danno dei barchini, carichi di migranti, che provano ad arrivare a Lampedusa. Lo scorso 27 luglio, il gip Iacopo Mazzullo aveva applicato, a tutti gli indagati fermati dalla Guardia costiera, Guardia di finanza e Squadra Mobile della Questura di Agrigento, la custodia cautelare in carcere per l’ipotesi di reato di pirateria. Lo scorso venerdì, l’avvocato difensore del comandante del peschereccio ha chiesto – sostenendo che il comandante aveva segnalato “esattamente la presenza in evidente difficoltà … di un barcone carico di migranti, indicandone anche l’esatto numero di uomini e donne presenti, e chiedendo un soccorso” e che i cellulari trovati agli indagati erano stati dati “per spirito di riconoscenza” ai marinai del peschereccio da parte dei migranti soccorsi – la revoca o la sostituzione della misura cautelare. Istanza alla quale si è opposta il procuratore capo, facente funzioni, Salvatore Vella. Il gip Zammuto, condividendo integralmente il parere del pm, ha rigettato, ritenendola “inaccoglibile”, l’istanza del legale del comandante del peschereccio che resta, dunque, in cella ad Agrigento. (ANSA)
