18 Maggio 2024
Cronaca

Migranti, mamma superstite: ”Vedevamo terra ma ho perso il mio bambino”

“Yahe ha provato a trattenere il proprio bambino, Bintu, ma e’ stata punta dalle meduse e tra il dolore e le lesioni non ce l’ha fatta”. E’ il racconto di Francesca Saccomandi, operatrice umanitaria della Ong Mediterranean Hope, che e’ stata tra i soccorritori del gruppo di migranti naufragati lunedi’ nei pressi dell’isola di Lampedusa (Agrigento), a seguito del quale e’ morta una bimba di due anni poco dopo il soccorso. Il bambino disperso aveva un anno e otto mesi ed e’ uno dei due piccoli morti nell’ennesima tragedia del mare: non si hanno notizie nemmeno del padre, pure lui tra i dispersi.

“L’altra bimba di due anni – racconta sempre Saccomandi – e’ arrivata sul molo Favarolo e hanno tentato inutilmente di rianimarla ancora proprio sul molo, ma non ce l’hanno fatta. Adesso e’ in una bara chiusa al cimitero di Lampedusa”. L’operatrice umanitaria descrive le sensazioni vissute da Yahe, la mamma ventenne guineana di Bintu, durante e subito prima della tragedia: “La barca si e’ rovesciata, le punture delle meduse le hanno reso impossibile trattenerlo a se’. Yahe – prosegue Francesca Saccomandi – mi ha anche raccontato che, poco prima del naufragio, nel vedere le coste di Lampedusa, insieme al bambino cantavano Boza Boza free, che e’ il grido di sollievo e di vittoria per avere attraversato il mare ed essere sopravvissuti”. (AGI)