La crisi idrica al centro dell’Assemblea dei sindaci di Aica, presenziata dal prefetto Romano, che si è svolta ieri pomeriggio nell’aula Luigi Giglia del Libero Consorzio Comunale di Agrigento.
Un’Assemblea parecchio partecipata, durante la quale si è cercato di individuare tempestive soluzioni alla severità idrica che interessa l’Agrigentino così come altre province dell’Isola.
Ad aprire i lavori, è stato il prefetto Romano che ha fatto il punto della situazione e ha fornito una prima soluzione: “Lo stato di emergenza è alle porte ma ci sono delle cose che potremmo fare noi – ha detto il prefetto Romano – Intanto, dobbiamo capire se veramente stiamo utilizzando tutte le risorse disponibili o se ci sono fonti anche private per le quali, ritengo, ci siano gli estremi per la requisizione che deve comportare, ovviamente, anche un indennizzo. Dovremmo, quindi, cominciare da un censimento. In tal senso, chiedo ad Aica e ai sindaci di farci sapere da quali fonti scaturisce l’approvvigionamento di acqua. Spetta ad Aica il compito di esaminarne la qualità così da stabilire se può essere utilizzata per uso umano o irriguo. È necessaria la collaborazione di tutti”.
Diversi gli interventi dei sindaci, tra i quali il sindaco Miccichè che si è detto “pronto a restituire il titolo di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 se la città dovesse essere ancora irrimediabilmente attanagliata dalla crisi idrica”.
Hanno presenziato alla riunione anche il Consiglio di amministrazione e i dirigenti di Aica.
