Il gruppo Consiliare Bivona Domani, “vista la disperazione degli agricoltori di Bivona, Lucca, Burgio, Palazzo Adriano, Alessandria della Rocca e Cianciana, constatato – si legge in una nota – che le numerose riunioni tenutesi negli ultimi mesi non hanno sortito alcun effetto, compresa quella di venerdì scorso, annunciata come risolutiva per determinare le quantità d’acqua da assegnare ai frutteti a monte del lago Castello, ritiene necessario che il governo regionale, le amministrazioni comunali e le comunità interessate prendano le decisioni necessarie per impedire la morte delle aziende agricole e, con loro, la morte di questi comuni. Se non ora, quando?
È fondamentale precisare che le quantità d’acqua di 2.100.000 metri cubi, destinate per uso potabile fino al 31 dicembre di quest’anno, devono essere necessariamente garantite per tale scopo. Ad oggi, 26 maggio 2024, il lago Castello continua a contenere oltre 9 milioni di metri cubi d’acqua e, rispetto a tutte le misure di salvaguardia previste, ci sono i quantitativi di acqua sufficienti per garantire, con l’arrivo, seppur in ritardo, dei 120 litri al secondo dal Gammauta, un minimo vitale di 800.000 metri cubi per salvare i frutteti e i pescheti.
Pertanto invitiamo i cittadini, le attività commerciali, i professionisti, la chiesa e i giovani – continua la nota – a non lasciare soli gli agricoltori in questa battaglia.
Il danno che si arrecherebbe non irrigando i nostri frutteti, e in particolare i pescheti, renderebbe tutti più poveri e disperati. Molte persone sarebbero costrette a emigrare, compresi gli operai che lavorano per le imprese agricole di questo territorio. Chiediamo al Presidente della Regione, in assenza di un assessore con delega all’agricoltura, di disporre ai dipartimenti e agli uffici interessati l’immediata attivazione del distretto G e di tutti gli impianti di sollevamento della diga Castello, provvedendo immediatamente alle manutenzioni necessarie.
Inoltre, chiediamo di garantire il sollevamento alle vasche di San Matteo e Santa Rosalia e i relativi “sfiati”. Invitiamo i sindaci dei comuni interessati a chiedere al Presidente della Regione che, a partire dal 3 giugno, gli agricoltori possano cominciare a irrigare. Non si può perdere un minuto in più. Confidiamo e speriamo – proseguono i consiglieri – che il Presidente della Regione provveda a risolvere la questione che decine di riunioni, dal mese di gennaio ad oggi, non hanno risolto.
Qualora le richieste di questo territorio, compatibili con la stessa emergenza idrica, non dovessero essere accolte, bisogna prepararsi alla difesa del diritto all’esistenza stessa di questi comuni già martoriati dalla povertà, dall’isolamento e dall’emigrazione. La difesa del diritto all’esistenza può avvenire solo con la totale condivisione e unità delle amministrazioni comunali interessate e delle popolazioni. Bisogna con determinazione annunciare alle autorità regionali e statali che non si lascerà nulla di intentato e che saranno adottate tutte le forme di lotta necessarie anche “dure” per il sacrosanto diritto alla sopravvivenza e per impedire un’ulteriore emorragia umana verso il nord Italia.
È pacifico – conclude la note – che la quantità di 800.000 metri cubi d’acqua necessari per preservare anni di fatiche e sudore dei nostri agricoltori, che hanno permesso il riconoscimento dell’IGP PescaBivona, non viene sottratta a nessuno. Serve solo buonsenso. Adesso è arrivato il momento delle decisioni, non delle riunioni. Se saremo tutti uniti, decisi, partecipi e determinati, potremo salvare il futuro delle nostre comunità”.
