Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Risorta dal catastrofico terremoto del Belice del 1968, ha continuato a portarne le cicatrici, ma proprio l’arte e’ stata la chiave di una ripartenza. Esulta il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani: “Questo riconoscimento celebra una citta’ simbolo di rinascita culturale e architettonica, un luogo che, dalla tragedia del terremoto, ha saputo risorgere come punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e l’innovazione creativa. La scelta della cittadina trapanese sottolinea non solo l’importanza storica e culturale di questo Comune siciliano, ma anche l’incredibile contributo della nostra regione al panorama artistico nazionale”.
Dal terremoto del ’68 a Capitale arte contemporanea: Gibellina esempio virtuoso di rinascita
La scelta del ministero della Cultura, prosegue, “rappresenta un’opportunita’ straordinaria per sostenere nuovi progetti e per far crescere ancora di piu’ l’identita’ artistica e culturale del Comune. Come avvenuto gia’ con Agrigento, che il prossimo anno sara’ la Capitale italiana della Cultura, ci impegneremo affinche’ anche Gibellina, al di la’ del contributo statale, possa contare su ulteriori risorse finanziare che diano impulso a iniziative che valorizzino il territorio e promuovano l’arte contemporanea in tutte le sue forme. Questo e’ un successo per tutta la Sicilia, che conferma la sua posizione come terra di cultura e creativita’”.
“Esprimo profonda soddisfazione per la proclamazione di Gibellina come Capitale italiana dell’Arte contemporanea 2026. Questo riconoscimento celebra una città simbolo di rinascita culturale e architettonica, un luogo che, dalla tragedia del terremoto, ha saputo risorgere come punto di riferimento internazionale per l’arte contemporanea e l’innovazione creativa. La scelta della cittadina trapanese sottolinea non solo l’importanza storica e culturale di questo Comune siciliano, ma anche l’incredibile contributo della nostra regione al panorama artistico nazionale”. Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, commentando la scelta del ministero della Cultura.