“Da quando sono entrato in magistratura, quindi ormai da oltre 25 anni, si parla di ridurre e attaccare le intercettazioni. Certamente il potere prova fastidio al contro bilanciamento e in un ordinamento come il nostro, con una Costituzione bellissima che non a caso e’ stata scritta dopo una dittatura, il contro bilanciamento dal potere piu’ a rischio, cioe’ quello governativo, sono certamente la magistratura e la stampa”. Lo ha detto il procuratore di Gela, Salvatore Vella, intervenendo al museo Griffo di Agrigento al dibattito durante la presentazione del libro “Mafiare”, del giornalista Franco Castaldo.
“Non a caso – aggiunge – quando ci sono stati momenti delicati chi veniva attaccato e colpito dal potere, non necessariamente col sangue, erano soprattutto magistrati e giornalisti. In realta’ questa cosa ha avuto dei picchi quando la magistratura ha cominciato a evolversi, si e’ aperta alle donne cosi’ come il giornalismo dal momento in cui ha cominciato ad avere consapevolezza che in Italia andava raccontato qualcosa”. Il procuratore aggiunge: “Io ritengo che ancora oggi il contro bilanciamento al potere debba sussistere perche’ questo e’ cio’ che caratterizza la democrazia. Venendo meno questo si incide profondamente su tale principio”. (AGI)
