
Il tribunale di Agrigento ha condannato il comune di Cattolica Eraclea al pagamento di oltre 100.000 in favore della signora D.D., proprietaria di un immobile ad uso abitativo nel centro storico del paese danneggiato da infiltrazioni dovute a perdite della condotta idrica. L’immobile ha subìto gravi lesioni che ne hanno compromesso la stabilità. Il giudice civile ha accolto la tesi difensiva della ricorrente, difesa dall’avvocato Tonino Renda, secondo la quale il comune è responsabile per i beni di cui è proprietario e, pertanto, delle perdite della condotta idrica dovute a omessa vigilanza.
Nonostante la gestione del servizio idrico fosse stata affidata a terzi (Girgenti Acque, ormai fallita), l’ente territoriale aveva comunque l’obbligo di custodire l’apparato idrico; il mette in luce come il fallimento di una società possa complicare notevolmente il processo di ottenere giustizia e risarcimenti. L’avvocato Renda ha sottolineato come ”la difficoltà del procedimento fosse legata al fatto che una condanna della sola Girgenti Acque non avrebbe assicurato un risarcimento, data la situazione di fallimento della società. Anche ottenendo una sentenza positiva, vi era il rischio concreto che l’attrice non ricevesse le somme a titolo di risarcimento”.
Il giudice, accogliendo la tesi del difensore, ha riconosciuto la responsabilità del comune di Cattolica Eraclea che, in qualità di ente proprietario della condotta idrica, ha l’obbligo di vigilare sul gestore del servizio idrico, garantendo così la corretta manutenzione e gestione delle infrastrutture. La condanna inflitta al comune ha dunque garantito alla ricorrente il risarcimento per il danno subito.
