
Nel 2023, quasi dieci milioni di cittadini (circa nove milioni 762 mila, pari al 23,1 per cento dei cittadini con eta’ compresa tra i 18 e 74 anni) per far fronte a momenti di particolare difficolta’ o mancanza di liquidita’ hanno chiesto negli ultimi 12 mesi precedenti l’intervista un prestito o un aiuto economico a familiari, amici, vicini di casa, societa’ finanziarie, banche (inclusi i servizi bancari della posta) o ad altre persone, senza differenze significative tra maschi e femmine, ma con un’incidenza piu’ elevata tra i cittadini stranieri (39,8 per cento) rispetto agli italiani (22,4 per cento). Lo rileva l’Istat nel report sulle richieste di aiuto economico dei cittadini nell’anno 2023. E’ la famiglia il destinatario principale delle richieste di aiuto economico: ad essa si sono rivolti infatti circa cinque milioni 344 mila di cittadini. A seguire, oltre tre milioni (circa tre milioni 69 mila) si sono rivolti alle banche, circa 2 milioni 213 mila alle societa’ finanziarie, oltre 700 mila (circa 722 mila) agli amici o ai vicini di casa e circa 235 mila ad altre persone.
I valori piu’ alti di coloro che richiedono un prestito o un aiuto economico si registrano nelle classi di eta’ comprese tra i 18 e i 44 anni (28,5 per cento), senza differenze significative per classe di eta’ (27,1 per cento tra 18 e 24 anni, 28,6 per cento tra 25 e 34 anni, 29,1 per cento tra 35 e 44 anni). Al crescere dell’eta’ diminuiscono i cittadini che chiedono un aiuto economico: poco piu’ di un quarto (22,9 per cento) dei 45-64enni e il 14,5 per cento dei 65-74enni. Le richieste di aiuto sono piu’ diffuse nelle Isole (26,3 per cento) e nel Sud (25,7 per cento), segue il Centro (24,2 per cento), mentre si collocano sotto la media il Nord-est (20,9 per cento) e il Nord-ovest (20,3 per cento). Tra le regioni spiccano la Puglia (28,4 per cento), il Lazio (27,6 per cento) e la Sicilia (27,3 per cento); sopra la media anche la Calabria, la Campania, l’Umbria e l’Emilia Romagna. Alla famiglia si sono rivolti in prevalenza gli abitanti dell’Umbria, della Puglia e della Sicilia.
L’Istat spiega che non si rilevano differenze significative tra gli occupati dipendenti e gli autonomi. Rilevante risulta essere invece la tipologia di contratto dei lavoratori dipendenti: mentre ha chiesto un aiuto economico il 31,2 per cento dei lavoratori dipendenti con contratto a tempo determinato, la percentuale scende al 22,8 per cento tra quelli con contratto a tempo indeterminato. Alla famiglia ha chiesto aiuto una quota decisamente superiore di persone in cerca di occupazione (24,4 per cento) rispetto agli occupati e agli inattivi (12,1 per cento); chiedono piu’ spesso aiuto alle societa’ finanziarie sia gli occupati (6 per cento) sia i cittadini in cerca di occupazione (6,4 per cento) rispetto agli inattivi (4 per cento), mentre si rivolgono alle banche con maggior frequenza gli occupati (9,1 per cento) rispetto ai cittadini in cerca di occupazione (4,8 per cento) e agli inattivi (5 per cento).
La richiesta di un prestito o di un aiuto economico e’ piu’ diffusa tra chi ha un titolo di studio di scuola secondaria: sono il 24,7 per cento dei diplomati, a seguire i cittadini con titolo fino alla licenza media (23,1 per cento), e in misura inferiore i laureati o in possesso di un titolo ancora superiore (19,7 per cento). Le persone che si dichiarano insoddisfatte della propria condizione economica hanno chiesto piu’ delle altre un aiuto economico o un prestito, 47,6 per cento, contro il 26,1 per cento di quelle mediamente soddisfatte e il 13,8 per cento di quelle molto soddisfatte. (Nova)
