
L’inchiesta antimafia che ha portato all’arresto di 181 persone a Palermo “dimostra innanzitutto che, contrariamente a quanto si possa pensare, Cosa nostra non e’ stata ancora sconfitta e tende sempre a riorganizzarsi. Poi, conferma lo straordinario impegno delle forze di polizia e della magistratura nell’azione di contrasto all’organizzazione criminale. Ritengo che sa indispensabile che la lotta alla mafia sia sempre al centro, con i fatti, dell’agenda politica del governo e del parlamento, dell’agenda istituzionale di magistrati e forze di polizia, dell’agenda civica della comunita’. E questo rende indispensabile che la legislazione in materia non venga modificata in alcun punto se non per potenziarne l’efficacia”. Lo afferma il presidente della Corte d’Appello di Palermo, Matteo Frasca, in un’intervista al Giornale di Sicilia. Frasca, sollecitato in un colloquio da Costantino Visconti, direttore della Facolta’ di Scienze politiche di Palermo, si sofferma poi sulla riforma della magistratura, segnalandone i “pericoli”.
“La separazione delle carriere – spiega – e’ solo uno degli aspetti preoccupanti. Esistono anche lo sdoppiamento del Csm e la selezione per il sorteggio dei suoi componenti, che e’ una vera mortificazione. Il Csm non e’ assimilabile ad altri organi collegiali. Non dimentichiamo che e’ presieduto dal presidente della Repubblica. Singolare, poi, lo spostamento della funzione disciplinare dal Csm a un organismo esterno, che sarebbe un fatto unico perche’ non previsto in nessuna categoria professionale”. Quanto alla possibilita’ di dialogo con il governo, questo “presuppone disponibilita’ all’ascolto. E’ difficile dialogare in queste condizioni. Il disegno di riforma costituzionale e’ blindato, non vi e’ stata discussione nemmeno in parlamento, prendere o lasciare”. “Bisogna ascoltare – sottolinea – chi le aule di giustizia le vive tutti i giorni. Non solo i magistrati. Io ritengo che un grande apporto possa venire dagli avvocati, che con i magistrati hanno contribuito alle grandi conquiste giurisprudenziali sul versante della tutela dei diritti”. (AGI)
