Rilanciare l’isola di Pantelleria che ha tutte le carte in regola per essere “nuova capitale del Mediterraneo, laboratorio culturale e simbolo virtuoso di sostenibilità”. Nasce con questo obiettivo la fondazione ‘Isola di Pantelleria’, istituita dal Comune per promuovere la cultura e il turismo dell’isola. Presidente la giornalista Myrta Merlino con al fianco, nel consiglio di amministrazione, Adelina Francesca Pineda e Giovanni Federico Salvatore Tremarco, entrambi assessori del Comune di Pantelleria, e Giuseppe La Francesca, imprenditore locale. A questi membri di nomina sindacale si affiancano gli altri cinque membri eletti dall’assemblea dei soci: Daniela Patanè, Mariella Raffaele, Mariano Rodo, Umberto Belvisi e Salvatore Mangiapanelli.
”Con questa nuova realtà vogliamo rendere Pantelleria un centro culturale di eccellenza, capace di attrarre artisti, studiosi e visitatori – ha detto il sindaco Fabrizio D’Ancona – La scelta di Myrta Merlino alla guida della Fondazione è una garanzia di qualità e visione strategica”. “Con l’Isola di Pantelleria ho un rapporto sentimentale profondo, grazie al mio compagno Marco Tardelli e alla casa che consideriamo il nostro rifugio – ha detto Merlino – Pantelleria è diventata per me una seconda patria, un luogo dove il concetto di ‘isolitudine’ riconduce all’essenziale, al rispetto della natura e al valore della sostenibilità. Ma oltre questo, l’isola è a tutti gli effetti una best practice in termini di tutela ambientale, grazie anche al lavoro straordinario del Parco nazionale di Pantelleria.
E l’isola è soprattutto un crocevia di culture, un avamposto nel Mediterraneo che può diventare un simbolo di dialogo tra le identità. Un’unicità storica e culturale straordinaria che è fatta di molteplicità. Pantelleria insegna come stare al mondo e come al mondo delle paure sopravvivere. E allora, quale luogo migliore per immaginare una nuova capitale del Mediterraneo, dove tessere la tela di un racconto prezioso. Dove riscrivere il destino di un Mediterraneo cimitero degli innocenti, luogo di mezzo, avamposto dei sogni proibiti. In un momento storico segnato da conflitti, Pantelleria può essere un laboratorio di contaminazione virtuosa e un faro di speranza per ripensare il Mediterraneo come luogo di incontro e non di divisione. Pantelleria mi restituisce l’urgenza di questo impegno”. (Labitalia)

