
“Nell’Unione europea molte norme sono ormai entrate in vigore per arginare l’uso illecito delle cripto-attivita’” ma “rimangono ad oggi due ostacoli: la natura transfrontaliera delle tecnologie utilizzate, cui si associa una regolamentazione attualmente asimmetrica (piu’ severa a livello unionale rispetto ad altre giurisdizioni)” e “la circostanza che le normative che regolano il settore siano entrate in vigore solo di recente: cio’ richiede pertanto che maturino i tempi per una piu’ ampia diffusione della cultura della compliance, anche a fronte dei controlli che le autorita’ condurranno”. Lo evidenzia il vicedirettore generale dell’Abi Gianfranco Torriero, nel testo di un’audizione davanti alla Commissione bicamerale Antimafia. (AGI)
