A proposito della Missione 6 del Pnrr, la Cgil Sicilia ha stilato un report sullo stato di avanzamento degli interventi, con un quadro sconfortante se si guarda all’imminenza delle scadenze. I progetti che presentano ritardi di attuazione sono 334 per un finanziamento previsto di 420 milioni di euro. “E mentre la sanità regionale è in ginocchio- ha rilevato Francesco Lucchesi, segretario confederale Cgil- molti degli interventi finanziati, per un totale di 980 milioni, rischiano di non partire del tutto. A un anno e mezzo dalla scadenza del Pnrr sono state inaugurate solo due case della comunità a fronte delle 156 previste e un ospedale di comunità a fronte dei 43 programmati.”” Questo – ha rilevato Mannino- la dice lunga su quanto la macchina amministrativa della Regione sia debole e inadeguata”.
La Cgil chiede dunque che “la sanità venga riorganizzata- ha sostenuto Mannino- da una politica che riprenda un ruolo di indirizzo e di programmazione guardando agli interessi della collettività e non a quelli di bottega”, e per questo, in assenza di risposte sulla piattaforma – che sarà presentata a governo regionale, gruppi parlamentari dell’Ars, e commissioni legislative- è pronta anche ad aprire una stagione di mobilitazione”. “Serve un piano regionale che riorganizzi la rete ospedaliera e delle emergenza urgenza, consolidi la medicina del territorio, promuova l’integrazione socio- sanitaria, attraverso anche la creazione di un unico assessorato al welfare”. La Cgil guarda anche alla medicina di genere e ai temi legati alla sicurezza sul lavoro. “Il tema degli organici è cruciale- ha sottolineato Mannino- e si potrebbe cominciare con la rimodulazione delle enormi risorse investite per i cosiddetti ‘gettonisti’, per ampliare i tetti di spesa e procedere a nuove assunzioni e a stabilizzazioni”.
