
E’ il deputato regionale Roberto Di Mauro, agrigentino, il quattordicesimo indagato nell’ambito dell’inchiesta su corruzione e appalti. Lo rivela grandangoloagrigento.it.
Finora il nome dell’ex assessore regionale all’Energia, che si è dimesso dalla carica un mese fa, era stato coperto da omissis tra le carte dell’inchiesta che vede adesso ”ufficialmente” 14 indagati. Tra gli appalti “truccati”, secondo la Procura della Repubblica di Agrigento, ci sarebbero i lavori di manutenzione straordinaria della provinciale 19 Salaparuta-Santa Margherita Belice, la riqualificazione e ristrutturazione dello stadio “Dino Liotta” di Licata e il primo stralcio della ristrutturazione e automazione per l’ottimizzazione della rete idrica del Comune di Agrigento, dal valore di oltre 37 milioni di euro.
Le ipotesi di reato contestate al deputato del Movimento per l’autonomia, il cui nome emerge adesso dall’avviso di accertamenti tecnici irripetibili sui dispositivi sequestrati agli indagati, sono di associazione a delinquere e turbata libertà degli incanti e frode nelle pubbliche forniture, per l’appalto relativo al rifacimento della rete idrica di Agrigento.
Gli altri 13 indagati sono: Sebastiano Alesci, 67 anni, ex dirigente dell’Ufficio tecnico comunale di Licata; Maurizio Giuseppe Falzone, 63 anni, di Licata, dirigente del settore lavori pubblici del Libero Consorzio di Trapani; Federica Caramazza, 36 anni, di Favara; Diego “Dino” Caramazza, 44 anni, di Favara; Rosaria Bentivegna, 67 anni, avvocato di Catania; Antonio Belpasso, 38 anni, di Catania; Carmela Moscato, 65 anni, di Favara; Luigi Sutera Sardo, 68 anni, ex consigliere provinciale ed ex assessore del comune di Favara; Giovanni Campagna, 46 anni, di Ravanusa, segretario particolare dell’ex assessore regionale Roberto Di Mauro; Alessandro Vetro, 45 anni, di Favara; Alessandro D’Amore, 56 anni, di Matino provincia di Lecce; Vittorio Giarratana, 52 anni, di Ravanusa, dirigente del settore lavori pubblici del comune di Valguarnera; Giuseppe Capizzi, 38 anni, imprenditore e sindaco di Maletto.
Cinque gli arresti eseguiti in flagranza di reato dalla Squadra mobile nei giorni scorsi che però non sono stati convalidati dal gip del tribunale di Agrigento, Giuseppa Zampino, che però, nei confronti di quattro indagati, ha comunque disposto misure cautelari più lievi. Per Luigi Sutera Sardo di 58 anni e Diego Caramazza di 44, entrambi imprenditori di Favara, è stata applicata la misura cautelare degli arresti domiciliari. Obbligo di dimora per Carmela Moscato di 65 anni e Federica Caramazza di 36, per madre e figlia. Era già tornato in libertà, senza nessuna misura cautelare, Sebastiano Alesci, 67 anni.
