
“L’obbligo dell’Ufficio requirente o del personale di polizia giudiziaria di reprimere detti fenomeni e’ ulteriormente reso piu’ gravoso dalla intervenuta abolizione di un reato-spia, come l’abuso d’ufficio, che spesso permetteva di avviare indagini piu’ complesse. Il quadro normativo attuale sembra pertanto volgere a una richiesta di sostanziale ‘impunita” per detti reati, che non puo’ essere ovviamente accolta, finche’ il reato di corruzione resta nel codice penale, da chi costituzionalmente e’ chiamato a esercitare l’azione penale, e quindi a indagare, in modo autonomo, indipendente e nel rispetto del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge”. Cosi’ il procurator di Agrigento, Giovanni Di Leo; in merito a un’inchiesta su corruzione, mazzette e appalti. (AGI)
