Secondo il procuratore di Agrigento, Giovanni Di Leo, l’accorciamento dei tempi per le intercettazioni ha complicato le indagini, anche quella che sta coordinando adesso che ha disvelato un sistema corruttivo di appalti e mazzette nell’Agrigentino. “I tempi di una attivita’ amministrativa complessa sono di norma assai piu’ lunghi e in ogni momento possono inserirsi in essa fenomeni devianti dal buon andamento della pubblica amministrazione. Le intercettazioni – aggiunge Di Leo – sono e restano, pertanto, uno strumento indispensabile per l’accertamento di reati a concorso necessario, come quelli oggetto di indagine, dove non e’ pensabile che il corrotto o il corruttore si presenti spontaneamente a denunziare i fatti che lo coinvolgono, o che un terzo, vista la natura illecita e segreta dell’accordo corruttivo, possa venire a conoscenza del medesimo e riferire alla autorita’ giudiziaria o di polizia. Gli attuali controlli amministrativi esistenti, gia’ in parte depotenziati, non appaiono sufficienti a garantire sprechi e ruberie”. (AGI)
