“Quando, infatti, le tangenti frutto della prevaricazione delle consorterie vengono coperte da fatture fittizie, trasferendo il costo della mazzetta sul piano fiscale, si ottiene la convenienza da parte dell’imprenditore vittima a non denunciare l’estorsione”. Così la Direzione investigativa antimafia nella relazione semestrale al Parlamento. “L’attrattiva esercitata dalle organizzazioni mafiose non si orienta, tuttavia, solo verso il settore meramente produttivo e dei servizi, ma si estende anche e soprattutto, grazie ad una efficace capacità di stringere patti ed accordi secondo un comportamento ormai da tempo già collaudato, ad una certa tipologia di funzionari ‘infedeli’ della pubblica amministrazione, irretiti dalla prospettiva di facili, benché illeciti, guadagni”, si aggiunge.
“Nel contesto dell’attenzione rivolta dalle consorterie mafiose verso il settore pubblico, visto come serbatoio di finanziamenti per l’esecuzione di lavori e le forniture di beni e servizi, appare significativo anche l’affidamento della gestione dell’Amministrazione Sanitaria Provinciale di Vibo Valentia, ad una commissione straordinaria”, spiega la Dia in un passo della relazione al Parlamento. “L’accesso ispettivo disposto dal Prefetto di Vibo Valentia nel novembre del 2023, aveva infatti evidenziato un complesso quadro d’infiltrazione mafiosa all’interno dell’Ente, che del resto era già stato oggetto di un precedente scioglimento nell’anno 2010, poiché di fatto la criminalità organizzata ne controllava gli appalti e le forniture”, si aggiunge. (askanews)
