
“L’ultimo richiamo della Corte dei Conti fotografa uno stato drammatico: il Sud, e la Sicilia in particolare, sta vivendo – soprattutto nelle ultime settimane – una crisi idrica senza precedenti, con invasi in parte inutilizzabili, reti che per sempre frammentarie perdono milioni di metri cubi di acqua che dovrebbero nutrire l’agricoltura, l’industria e le famiglie. La Corte dei Conti descrive un sistema idrico allo sbando, un’immagine che non ammette indugi ne’ rimandi. Eppure, dinanzi a questa emergenza strutturale, il governo resta impigliato in una governance priva di coordinamento, capace solo di spargere protocolli senza tempi e senza risorse”.
Lo dice il deputato del M5s Alessandro Caramiello. “Il risultato e’ semplice e drammatico: aziende agricole e zootecniche in ginocchio, filiere commerciali e logistiche destabilizzate, occupazione a rischio e una ferita profonda nel tessuto sociale ed economico del Mezzogiorno. Non si tratta di una mera crisi di stagione. E’ una criticita’ che nasce da anni di frammentazione, dall’assenza di una strategia pubblica, partecipata e lungimirante, e dall’incapacita’ di investire dove serve davvero: manutenzione delle infrastrutture, verifica delle falde, razionamenti controllati e soprattutto un modo di governare l’acqua che sia comprensibile, misurabile e responsabile.
Il governo deve adottare un piano idrico straordinario, capace di restituire fiducia agli agricoltori e agli operatori economici, con interventi immediati di manutenzione degli invasi, verifica delle falde, riuso delle acque reflue e una riduzione concreta delle perdite. La posta in gioco e’ alta: non si tratta solo di una questione di tavoli e protocolli, ma della possibilita’ di salvare aziende, posti di lavoro e il futuro di un intero Sud”, conclude. (AGI)
