
“Siamo felicissimi per le parole del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani sull’assunzione delle prime vittime di violenza in applicazione della legge regionale a tutela delle vittime e dei familiari dei femminicidi. Tuttavia, non possiamo non evidenziare che né alla nostra assistita né tantomeno al nostro studio legale è pervenuta alcuna risposta ufficiale all’istanza già presentata. Ci auguriamo, quindi, che alle parole seguano presto i fatti, così da restituire davvero dignità e prospettiva di vita alle donne che hanno subito violenze e ai familiari delle vittime”.
Lo dichiarano gli avvocati Francesco Leone e Simona Fell difensori della vittima di violenza che sarebbe una delle assunte dalla Regione grazie alla legge regionale contro la violenza sulle donne. “Allo stesso tempo – dichiarano gli avvocati – riteniamo che l’attuale normativa presenti limiti significativi: prevedere che le vittime o gli eredi debbano non solo essere residenti in Sicilia, ma anche che la violenza o il delitto siano stati commessi sul territorio siciliano, appare un vincolo assurdo e discriminatorio. Se la violenza avvenisse, ad esempio, a Villa San Giovanni, già non spetterebbe più nulla. Crediamo che tale limite vada superato e abolito nell’ottica di una reale e più ampia tutela, che non guardi ai confini territoriali ma ai diritti e ai bisogni delle persone colpite”. (ANSA)
