
In Sicilia aumentano gli screening oncologici cervicocarcinoma e mammografico, non decolla, invece, il test per prevenire il tumore al colon retto. Secondo i dati forniti dal dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico (Dasoe), nei primi nove mesi del 2025 le percentuali dei siciliani che si sono sottoposti ai test ancora non raggiunge i livelli essenziali di assistenza (Lea) stabiliti dal ministero della Salute: lo screening, infatti, dovrebbe coprire almeno il 50% della popolazione target (dai 50 ai 69 anni per mammografia e colon retto, 25-65 anni per cervice uterina) per cervicocarcinoma e colon retto, 60% per mammografia.
Ma c’è un risveglio e una presa di coscienza da parte dei siciliani per quanto riguarda i test cervicocarcinoma e mammografico che fa sperare bene sulle proiezioni di fine anno. Lo stesso non si può dire per i test al colon retto, che rimangono con il freno inserito. Rispetto ai Lea, infatti, da gennaio a settembre 2025 il 25,1% (nel primo semestre era il 15,4%) della popolazione target ha effettuato lo screening cervicorcinoma, il 27,8% (18,8%) il mammografico, mentre soltanto il 12% (7,7%) il colon retto. Le province siciliana con la più alta percentuale di adesione agli screening sono Enna, che in tre mesi raddoppia i test cervicocarcinoma con il 36,4% (nel semestre 17,3%) e mammografico con il 34,5% (18,2%), Siracusa, con il 33,6% (22,5%) per i test cervicocarcinoma e 33,6% (23,8%) per il mammografico. Bene comunque tutte le province, che evidenziano una crescita percentuale in soli tre mesi.
Preoccupa, invece, la scarsa adesione dei siciliani al soft test per prevenire il tumore al colon retto, la seconda causa di morte per tumore per uomini e donne. La media siciliana rimane inchiodata al 12%. Il migliore risultato è a Siracusa con il 21,9% (17,5%), mentre ai margini della classifica restano Trapani e Messina con appena il 6,7% in nove mesi. Nel dettaglio, da gennaio a settembre 2025, per lo screening cervicocarcinoma: Agrigento 24% (semestre 17,7%), Caltanissetta 23,5% (10,9%), Catania 18,5% (14,7%), Enna 36,4% (17,3%), Messina 21,4% (12,4%), Palermo 20,5% (15,3%), Ragusa 27,8% (18%), Siracusa 34,5% (22,5%), Trapani 19,4% (13,1%). Lo screening mammografico: Agrigento 22,2% (semestre 13,6%), Caltanissetta 34,4% (25,1%), Catania 21,1% (17,4%), Enna 34,5% (18,2%), Messina 24,8% (18,5%), Palermo 30,8% (21%), Ragusa 26,5% (20%), Siracusa 33,6% (23,8%), Trapani 22,7% (12,5%). Screening colon retto: Agrigento 11,3% (semestre 9,2%), Caltanissetta 10,1% (7,9%), Catania 7,2% (6,7%), Enna 16,4% (7,7%), Messina 6,7% (5,3%), Palermo 11,3% (5,8%), Ragusa 16,5% (12,9%), Siracusa 21,9% (17,5%), Trapani 6,7% (4,6%).
“I dati che emergono dal dossier dei primi nove mesi 2025 sono incoraggianti, almeno per quanto riguarda gli screening cervicocarcinoma e mammografico, che in alcuni casi sono raddoppiati in appena tre mesi – dice Giacomo Scalzo, dirigente generale del Dasoe – c’è preoccupazione, invece, per l’adesione ai test che riguardano la prevenzione al tumore al colon retto per la popolazione target di Palermo, Catania e Messina, che sono sotto la media regionale, già negativa. La situazione è ancora più grave se si pensa che in queste tre province è racchiuso il 70% di tutta la popolazione target della Sicilia. Forse c’è una scarsa consapevolezza da parte dei cittadini – conclude Scalzo – convinti che il soft test sia la colonscopia. Invece è solo un semplice esame delle feci, e il kit si può ritirare in farmacia. Il risultato si ottiene dopo pochi giorni”. (ANSA)
