
Ha cercato di ridimensionare il suo ruolo nella vicenda dell’aggiudicazione alla ditta Dussmann srl della gara bandita dalla Asp di Siracusa l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro. Durante le dichiarazioni spontanee rese al gip, davanti al quale si è avvalso della facoltà di non rispondere, l’ex presidente, accusato di associazione a delinquere, corruzione e turbata libertà degli incanti, ha sostenuto che la accelerazione dell’aggiudicazione dell’appalto sarebbe dipesa da “altri attori”.
Una versione questa, più attenuata rispetto a quello che aveva detto ai carabinieri il giorno in cui sono state perquisite le sue abitazioni: allora Cuffaro aveva esplicitamente attribuito al coordinatore di Noi Moderati, Saverio Romano, la responsabilità della accelerazione nell’aggiudicazione dell’appalto. Secondo la Procura, la gara, invece, sarebbe stata pilotata. In cambio la Dussmann avrebbe favorito due dipendenti vicini a Cuffaro, migliorando le loro condizioni economiche, e avrebbe dato un subappalto alla Euroservice di Sergio Mazzola, imprenditore, per i pm, sponsorizzato da Romano.
Sia per il deputato che per l’ex presidente la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari. Sempre nel corso delle dichiarazioni spontanee, in riferimento all’accusa di aver truccato il concorso a 15 posti per operatore sanitario bandito dall’azienda ospedaliera Villa Sofia, Cuffaro ha sostenuto di aver fatto un errore. Anche ai carabinieri l’ex presidente aveva dato la stessa versione dei fatti pur usando una espressione più colorita. “Ho fatto una minchiata per aiutare una ragazza”, aveva ammesso. (ANSA)
