
I sindaci dei Comuni soci dell’Aica intervengono in modo unitario per “ristabilire la corretta ricostruzione dei fatti e tutelare il territorio agrigentino dalla minaccia di una riduzione dell’acqua”.
“I sindaci – si legge in una nota – non hanno mai chiesto fondi perduti. La posizione è chiara: accogliere la volontà di istituire un fondo di rotazione straordinario da 20 milioni di euro, indispensabile per chiudere la transazione con Siciliacque secondo le indicazioni del Tribunale di Palermo. È l’unica misura immediata per evitare che 400.000 cittadini subiscano tagli idrici devastanti. Mai, in alcuna sede, è stata avanzata la richiesta di contributi “a fondo perduto”.
Ad agosto – prosegue la nota – il presidente Schifani annunciò l’istituzione di un fondo di rotazione per affrontare l’emergenza, durante un incontro con la presidente del cda di Aica, Danila Nobile. Seguì un comunicato ufficiale che parlava di una “soluzione tecnica già allo studio”. Tuttavia, da allora non è giunto alcun atto formale: il fondo non è mai stato istituito. È quindi impossibile che i sindaci abbiano “rifiutato” qualcosa che non è mai stato presentato. Oggi si chiede semplicemente di rendere operativo ciò che era stato annunciato.
Parallelamente – aggiungono i sindaci – è in discussione all’Ars un emendamento alla Legge di Stabilità regionale per istituire un Fondo straordinario da 40 milioni di euro destinato al risanamento delle reti idriche della provincia di Agrigento, ormai obsolete e responsabili di perdite superiori al 60%. Si tratta di una misura strutturale e necessaria per il futuro, mentre l’anticipazione da 20 milioni serve ad affrontare l’emergenza immediata.
La Regione, socia al 25% di Siciliacque, non può chiamarsi fuori. Il cda della società è composto da tre membri nominati dalla stessa Regione. È contraddittorio che, da un lato, si invochi il senso di responsabilità e, dall’altro, si preannuncino tagli idrici di 50 litri al secondo. Il debito verso Siciliacque deriva in larga parte da perdite di rete ereditate, un problema infrastrutturale che nessun Comune può risolvere da solo. Per questo i sindaci chiedono due decisioni immediate: attivare il fondo di rotazione annunciato ad agosto e sostenere l’emendamento da 40 milioni in Finanziaria.
I sindaci – conclude la nota -non si sottraggono alle proprie responsabilità. Ora è la Regione che deve esercitare le sue. Tutti i Sindaci sono pronti a incontrare il presidente Schifani immediatamente. Il territorio non può attendere: 400.000 cittadini non possono diventare ostaggio di un confronto istituzionale che può e deve essere risolto”.
