Da quattro anni la fiction Makari tiene incollati alla Tv milioni di spettatori appassionati alle trasposizioni sul piccolo schermo dei racconti di Gaetano Savatteri, ma in attesa della quinta stagione sta andando in scena una accesa polemica tra il Comune di San Vito Lo Capo (Trapani) che amministra la frazione di Macari con il suo mare cristallino e il litorale incontaminato, la Regione siciliana e le associazioni ambientaliste. Al centro dello scontro c’è il progetto del Comune di San Vito Lo Capo per la gestione dei servizi turistici e delle strutture accessorie nelle baie di Macari e Santa Margherita, entrambe soggette a vincoli naturalistici e paesaggistici.
Gli ambientalisti contestano il piano che prevede parcheggi, punti ristoro, palchi amovibili, un teatro effimero e altre installazioni stagionali. Ma che ha avuto il primo parere positivo di valutazione di incidenza ambientale (Vinca) dalla Commissione tecnica regionale (Cts), guidata da Gaetano Armao. Per la deputata regionale del M5s, Cristina Ciminnisi, la Vinca non affronterebbe gli effetti cumulativi delle attività previste con il rischio di over-tourism, ricordando che chi sceglie queste aree lo fa per un turismo naturalistico e non per strutture invasive. “Macari e Castelluzzo non si toccano. Se necessario, scenderemo in piazza per difendere il nostro patrimonio naturale”, dice la parlamentare annunciando interrogazioni sul parere positivo della Cts al progetto del Comune che include tre aree ristoro, tre concessioni di lettini e ombrelloni, un’area noleggio canoe, due aree per bici e parcheggi per auto, oltre a palchi e tralicci in acciaio e un teatro effimero da 2.600 metri quadri. Ma il sindaco di San Vito Lo Capo reagisce con fermezza: “informazioni distorte” diffuse da associazioni e politici.
“La Cts, composta da 55 esperti, ha lavorato per oltre quindici mesi. Metterne in discussione la professionalità è ingiustificato”, aggiunge il sindaco che difende la regolarità del procedimento tecnico. Intanto l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, ha chiesto un riesame dettagliato della Vinca, rinviando il progetto alla Cts, suggerendo di valutare attentamente le spianate e le installazioni temporanee per proteggere l’equilibrio fragile della baia di Santa Margherita. “Non si può trasformare un territorio unico in un’area sfruttata economicamente senza garanzie di sostenibilità – attacca Giuseppe Messina di Legambiente Pizzo Cofano – Non si può pensare che un territorio bellissimo possa essere fruito come un bancomat. Interventi frettolosi rischiano di compromettere irreversibilmente l’ecosistema”. (ANSA)

