
Siciliacque ha inviato una formale diffida all’Aica per il mancato pagamento di oltre 27 milioni di euro di debiti maturati al 31 dicembre 2025. Nella comunicazione, indirizzata anche a Regione Siciliana, Prefettura di Agrigento e Corte dei Conti, la società contesta le affermazioni di Aica sulla presunta “doppia remunerazione” dell’acqua fornita dai nuovi dissalatori e in particolare da quello di Porto Empedcole, definendole infondate e contrarie al quadro normativo vigente.
Siciliacque respinge integralmente anche delle affermazioni rese da Aica relativamente al “sistema acquedottistico di sovrambito Favara di Burgio, in merito al quale si è fermamente espresso anche il soggetto deputato alla organizzazione del sistema idrico regionale”. Siciliacque accusa inoltre Aica di trattenere illegittimamente parte delle somme dovute, tentando di giustificare così un “cronico inadempimento” nei pagamenti. La diffida impone il saldo entro il 15 gennaio 2026, pena l’avvio delle procedure di riduzione della fornitura idrica nell’Agrigentino.
