Il consiglio di giustizia amministrativa ha accolto il ricorso dei privati contro la Regione Siciliana, annullando le modifiche al piano regolatore generale di Favara e restituendo la destinazione edificabile ai terreni originariamente classificati come zone C3. La vicenda risale al 2015, quando il commissario ad acta aveva approvato il Prg, ma l’assessorato regionale Territorio e Ambiente aveva successivamente declassato le aree a “verde attrezzato” (V1), bloccando ogni possibilità edificatoria.
Gli avvocati Girolamo Rubino e Vincenzo Airò, difensori dei proprietari, hanno sostenuto che la Regione fosse intervenuta oltre i termini previsti dalla legge regionale n. 71/1978, che impone un limite di 540 giorni per l’approvazione. Il Cga, nella sentenza del 16 dicembre 2025, ha confermato la tardività dell’atto regionale, dichiarandolo illegittimo.
Con questa decisione, i terreni riacquistano la loro vocazione edificabile e si riafferma un principio fondamentale: i poteri di controllo della Regione non possono esercitarsi senza limiti temporali, a tutela della certezza del diritto.

