“Continuano a giocare con Agrigento per risolvere questioni interne ai partiti, anziché assumere decisioni orientate all’interesse generale del territorio. Le vicende che coinvolgono il Consorzio Universitario rivelano un modello consolidato, nel quale scelte fondamentali di natura strategica vengono ricondotte a dinamiche politiche contingenti, estranee alla funzione propria dell’istituzione”. È quanto si legge in una nota di Controcorrente di Agrigento.
“È soprattutto per questo – prosegue la nota – che l’Università ad Agrigento, presidio imprescindibile per un territorio che continua a svuotarsi, non si è mai affermata come progetto stabile: il suo sviluppo, e quindi il futuro dei nostri ragazzi, è stato trattato come materia di sottogoverno, subordinato a meccanismi di contesa e spartizione nell’ambito politico.
Come cittadini che intendono vivere questo territorio e costruire una prospettiva diversa, ci opponiamo fermamente a questo modo di operare e chiediamo ai partiti di sottrarre immediatamente l’università alle logiche di appartenenza e di potere. Oggi dovremmo discutere di nuovi corsi di studio e di specializzazioni strategiche, dell’arrivo di nuovi studenti, di una nuova economia capace di radicarsi nella città, di giovani professionisti che scelgono di restare per progettare il futuro qui. Lo ribadiamo, l’università non è un terreno di ripartizione, ma un presidio essenziale per la formazione e la crescita della comunità”.
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