
Da circa quarant’anni, a Siculiana, resta sospeso nel vuoto un ponte mai completato. Un’opera incompiuta che, secondo il progetto originario, avrebbe dovuto scavalcare la statale 115 per collegare il centro abitato con le località balneari. Oggi, di quel progetto, rimane soltanto la metà di un ponte: un’enorme struttura di cemento che interrompe il paesaggio e che, per molti, rappresenta un simbolo del fallimento di una stagione di sviluppo basata sul cemento.
Il sindaco di Siculiana, Peppe Zambito, definisce quel viadotto “un inutile scheletro di cemento” e ne auspica la demolizione. Tuttavia, i costi per abbatterlo sono proibitivi: servirebbero almeno tre milioni di euro, una cifra fuori portata per le casse comunali. “Anche demolire costa – spiega Zambito – e i bilanci dei comuni non possono sostenere spese così onerose. Siamo prigionieri di una politica del passato che vedeva nel cemento l’unico sviluppo possibile”.
Così nasce il progetto “Orizzonte Libero”, una proposta che mira a trasformare un simbolo di degrado in un’occasione di rinascita. L’iniziativa prevede la promozione di una legge regionale per l’abbattimento degli ecomostri incompiuti e il ripristino della bellezza del paesaggio siciliano. Zambito ha già preparato un appello al governo della Regione e ai gruppi parlamentari dell’Ars, invitando tutti i comuni dell’isola a sottoscriverlo.
L’obiettivo è istituire un fondo regionale straordinario destinato ai comuni per finanziare la demolizione delle opere incompiute che deturpano il territorio. “Vogliamo liberare la bellezza che è il nostro vero patrimonio – conclude il sindaco –. Ripristinare i luoghi significa restituire dignità al paesaggio e creare nuove opportunità per la collettività. È tempo di guardare avanti, verso un orizzonte libero dal cemento e dal degrado”.
