
Si è ufficialmente concluso l’anno di Agrigento Capitale Italiana della Cultura, il titolo passa ora a L’Aquila. Il sindaco di Agrigento, Francesco Miccichè, ha tracciato su facebook, in sintesi, un bilancio dell’esperienza, sottolineando i risultati raggiunti e la visione per il futuro. “Il titolo di Capitale Italiana della Cultura ci ha permesso di mettere in luce le potenzialità della nostra città, di restituire spazi alla comunità e di valorizzare il nostro patrimonio storico e artistico”, ha detto Miccichè.
“Abbiamo realizzato interventi significativi come il Museo Multimediale Metaphorà, allestito nell’ex Collegio dei Padri Filippini e restituito alla comunità come luogo innovativo di racconto e fruizione. Il Teatro Pirandello ha confermato il proprio ruolo centrale di presidio culturale e produzione artistica. L’ex Carcere di San Vito è stato reso fruibile come spazio di memoria e riflessione, mentre sono in corso i lavori per il nuovo Museo Civico, un investimento concreto per il futuro culturale di Agrigento”, ha scritto il primo cittadino. Secondo Miccichè questi interventi hanno “rafforzato la rete culturale della città e consolidato la sua visibilità a livello nazionale”.
“Essere Capitale della Cultura – ha aggiunto – ha rappresentato anche un’occasione per animare e alimentare il senso di comunità, coinvolgendo associazioni, operatori culturali e cittadini in un progetto condiviso, assegnando ad Agrigento una nuova centralità nel panorama culturale nazionale, conservando e valorizzando la propria identità storica”.
Guardando al futuro, il sindaco ha ribadito che “non è un punto di arrivo: la cultura deve continuare a essere una leva di sviluppo, capace di generare opportunità e di migliorare la qualità della vita”. Infine, un pensiero di augurio alla città che raccoglie il testimone: “Alla nuova Capitale Italiana della Cultura 2026, L’Aquila, rivolgo un augurio sincero, esprimendo fiducia nella capacità di interpretare il ruolo con equilibrio, profondità e senso delle istituzioni”.
