Il boss Filippo Guttadauro, 74 anni, originario di Bagheria (Palermo) ma da decenni residente a Castelvetrano (Trapani), in carcere dal 1998, ha lasciato il regime di carcere duro del 41 bis e si appresta a tornare libero: dovra’ scontare gli ultimi 4 mesi di reclusione per resistenza a un agente di polizia penitenziaria e poi sara’ scarcerato. Guttadauro e’ fratello di Giuseppe, capomafia di Roccella e Brancaccio, a Palermo, e cognato di Matteo Messina Denaro, catturato tre anni fa, il 16 gennaio 2023 e morto il 25 settembre successivo nel carcere dell’Aquila, a causa di un tumore.
Il detenuto Guttadauro aveva finito di scontare una condanna a 18 anni di carcere nel 2016, ma non era mai tornato libero per la sua pericolosita’ sociale, che aveva portato alla sua assegnazione a una “casa di lavoro”, nel supercarcere di Tolmezzo (Udine). Il provvedimento, piu’ volte prorogato dai magistrati di sorveglianza di Trieste e confermato nel 2024 dalla Cassazione, consiste nel cosiddetto “ergastolo bianco”, perche’ la misura di sicurezza puo’ essere estesa “ad libitum”, cioe’ senza limiti, fino a quando non cessano la pericolosita’ e i collegamenti con Cosa nostra. Ora pero’ il cognato del superboss e’ destinato a uscire entro pochi mesi.
Filippo Guttadauro e’ marito di Rosalia Messina Denaro, sorella dell’ex latitante e causa indiretta (e involontaria) della sua cattura, avvenuta davanti alla clinica La Maddalena di Palermo, dove l’uomo in fuga da trent’anni era in cura per il tumore: all’interno della gamba metallica di una sedia, in un appartamento nella disponibilita’ della donna, era stato trovato un “pizzino” in cui c’erano riferimenti alla malattia del fratello, biglietto che era stato conservato per la necessita’ di chiedere consulti e di seguire l’evolversi del male.
Messina Denaro era stato anche operato, nell’ospedale di Mazara del Vallo (Trapani), sotto il falso nome di Andrea Bonafede, nato nel 1963, e curato sempre grazie all’identita’ prestata dal geometra di Campobello di Mazara (Trapani). In ogni caso per l’anziano capomafia ora e’ cessato il 41 bis, mentre la moglie Rosalia e’ stata condannata a 14 anni per associazione mafiosa. Anche il figlio della coppia, Francesco Guttadauro, e’ stato condannato per Mafia, cosi’ come l’altra sorella di Messina Denaro, Maria Patrizia, tornata libera nel luglio scorso, dopo avere scontato 14 anni e 6 mesi. Intanto oggi il sostituto procuratore generale Carlo Marzella ha chiesto alla Corte d’appello di Palermo di aumentare la pena inflitta in primo grado dal Gup del tribunale del capoluogo siciliano a Giovanni Luppino, l’uomo che era con Messina Denaro la mattina della cattura; aveva avuto 9 anni e 3 mesi, il pg ora ne chiede 12. (AGI)

