All’inizio del 2026 l’attività ispettiva del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Palermo è ripresa con intensità, in stretta collaborazione con l’Arma territoriale, per garantire il rispetto delle normative giuslavoristiche e delle leggi in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nei primi giorni dell’anno, nei comuni di Palermo, Campofelice di Roccella, Trabia, Bompietro, Alimena, Alia, Terrasini, Partinico, Montelepre e Petralia Sottana, sono stati sottoposti a verifica cantieri edili, ristoranti, attività commerciali e comunità alloggio per anziani. Nella maggior parte dei casi sono emerse irregolarità di natura amministrativa e penale.
In particolare, dieci aziende sono finite sotto la lente d’ingrandimento dei militari, di cui quattro operanti nel settore edile, tutte sanzionate per gravi violazioni in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro. Tra le principali inadempienze riscontrate figurano la mancata predisposizione del Documento di Valutazione dei Rischi, l’assenza del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, l’omessa sorveglianza sanitaria e formazione dei lavoratori, la mancata redazione del Piano Operativo di Sicurezza, la carenza di protezioni contro la caduta dall’alto e la mancata fornitura dei Dispositivi di Protezione Individuale.
Inoltre, alcune aziende sono state sanzionate per l’utilizzo di impianti di videosorveglianza destinati al controllo dei lavoratori a distanza, installati senza la necessaria autorizzazione dell’Ispettorato Territoriale del Lavoro. Nel complesso, sono stati controllati 33 lavoratori, dei quali soltanto due sono risultati impiegati “in nero”. Questo dato conferma l’efficacia della costante attività di vigilanza nel favorire la regolarizzazione dei rapporti di lavoro, inducendo i datori di lavoro a denunciare correttamente le assunzioni. Tuttavia, permane una scarsa attenzione verso la sicurezza, con molti imprenditori che continuano a considerare i costi della prevenzione superiori ai benefici.
I controlli hanno portato all’adozione di cinque provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale, ai sensi dell’art. 14 del D.Lgs. 81/2008, successivamente revocati dopo il pagamento delle sanzioni e il ripristino delle condizioni di sicurezza. Le sanzioni amministrative complessive ammontano a 41.600 euro, mentre le ammende contestate raggiungono i 47.436,53 euro. L’attività di controllo nel campo della sicurezza sul lavoro, che continuerà anche nei prossimi giorni, rappresenta un impegno costante dell’Arma dei Carabinieri. L’obiettivo è prevenire e reprimere le condotte che mettono in pericolo l’incolumità dei lavoratori, in un momento in cui il numero delle cosiddette “morti bianche” continua purtroppo a crescere su tutto il territorio nazionale.

