È stato a causa del malfunzionamento del contatore idrico condominale che 10 famiglie residenti in un fabbricato di Fontanelle, frazione di Agrigento, hanno visto incrementare a dismisura l’importo delle bollette per il consumo di acqua. In due anni quel condominio ha accumulato debiti fino a 28 mila euro per consumi di acqua. Ne è scaturita una causa in tribunale, che ha permesso di accertare, attraverso una perizia tecnica, che il contatore in questione misurava effettivamente un consumo superiore del 75% rispetto a quello effettivo. Il ricalcolo delle somme dovute, disposto dal giudice, ha così permesso di accertare che, in riferimento alle ultime bollette emesse, il condominio dovrà pagare all’azienda idrica comuni agrigentini (Aica), subentrata al vecchio gestore Girgenti acque, 13 mila euro, ovverosia la metà di quanto fatturato.
La vicenda, riportata dal quotidiano La Sicilia, inizia nel 2018. Era ancora l’epoca in cui le risorse idriche in provincia erano amministrate da Girgenti acque, società poi fallita, che, alle richieste di verifiche tecniche per i consumi idrici che i residenti consideravano eccessivi, aveva risposto che quel contatore era perfettamente funzionante. Ma a fronte di importi delle fatture insolitamente alti, il condominio decise di rivolgersi alla magistratura. Intanto, rispetto all’ipotesi che possano esserci altri contatori malfunzionanti come quello del condominio di Fontanelle, la presidente del cda di Aica Danila Nobile ha chiarito che il caso in questione riguarda esclusivamente quell’unico dispositivo, e che non esiste una problematica generalizzata sui contatori. (ANSA)

